Riforma del Regolamento, il compromesso della Presidenza lituana delude le aspettative


Questa la valutazione di Coldiretti che si sofferma soprattutto sulla questione della presenza di sostanze non autorizzate nei prodotti bio, criticando il fatto che il ritiro dal mercato del biologico sia previsto solo per inquinamenti dovuti a comportamenti deliberati dell’agricoltore

Nella riunione del Consiglio agricoltura, la Presidenza lettone ha ottenuto la maggioranza qualificata per l’approvazione di un “orientamento generale” decisamente deludente relativo alla proposta di regolamento di riforma della legislazione in materia di agricoltura biologica. E’ quanto si legge su Ambiente e territorio di Coldiretti.
In particolare, l’elemento principale di discussione tra i ministri ha riguardato la  “Presenza di prodotti o sostanze non autorizzati” di cui all’articolo 26 sexies, la cosiddetta soglia di declassamento del prodotto biologico. La norma prevede che  in presenza di contaminazione accidentale da fitofarmaci o sostanze non autorizzate al di sopra del  limite di residui tecnicamente rilevabile dagli strumenti di laboratorio,  un prodotto non può più essere etichettato come biologico.
La Presidenza, in merito, ha proposto che l'autorità competente o, se del caso, l'autorità di controllo o l'organismo di controllo che riceve informazioni affidabili e comprovate sulla presenza di prodotti o sostanze non autorizzati, o che rileva una tale presenza, deve condurre senza indugio un accertamento al fine di determinare la fonte e la causa della contaminazione allo scopo di verificare la conformità. In base ai risultati di detto accertamento, l'autorità competente assicura che tali prodotti non siano commercializzati come biologici se la presenza è dovuta a un uso deliberato da parte dell'operatore o a una contaminazione evitabile nel processo di produzione. Si individuano quindi le eventuali carenze e non conformità che causano la presenza di prodotti o sostanze non autorizzati. L'operatore interessato adotta le misure correttive necessarie ad evitare contaminazioni in futuro”.
In sostanza, la nuova formulazione della disposizione, come approvata, ammette il declassamento del prodotto da biologico a convenzionale solo in presenza di una contaminazione deliberata o evitabile da parte dell’imprenditore biologico e, comunque, la sanzione è mitigata dal fatto che in tale caso l’imprenditore ha la possibilità di apportare dei correttivi, mentre si intende tollerare qualsiasi contaminazione  di carattere accidentale. 
L’Italia, pur non essendo soddisfatta del compromesso, in particolare riguardo all’art.26, ha votato a favore del documento chiedendo però al Consiglio e alla Presidenza entrante di moltiplicare gli sforzi nel corso dei futuri negoziati affinché venga assicurato un alto livello di fiducia nei prodotti biologici da parte dei consumatori e vengano chiarite e rafforzate le procedure in caso di presenza di sostanze non autorizzate. La dichiarazione italiana è stata sostenuta da Cipro, Spagna e Slovenia.
Coldiretti ritiene che l’art. 26 sia una delle norme più importanti della proposta di regolamento e dovrebbe rimanere  così come formulata dalla Commissione UE in quanto se ai prodotti biologici, oltre a mantenere  la soglia di contaminazione accidentale  da Ogm, già prevista dal reg. CE 834/2007 come vuole la maggior parte degli Stati membri, si dovesse aggiungere come chiedono i paesi del nord e centro Europa, una tolleranza rispetto a residui di antiparassitari e di altri contaminanti non autorizzati , si avrebbero alimenti che in nulla rispondono, in definitiva, ai principi di base del metodo di produzione biologico.
Purtroppo, i paesi dell’area mediterranea (Bulgaria, Italia, Spagna, Grecia, Cipro)  favorevoli al declassamento a convenzionale del prodotto biologico, quando accidentalmente  contaminato, come previsto dall’art. 26 della proposta di regolamento sono politicamente meno incisivi dei paesi del nord  Europa che, essendo prevalentemente  importatori e trasformatori di prodotti biologici, hanno tutto l’interesse a contrastare, sul tema, l’introduzione di una norma più restrittiva quale quella voluta dalla Commissione.
Coldiretti, pertanto, esprime notevoli perplessità sull’andamento del negoziato in corso in quanto si sta profilando un percorso opposto a quello auspicato e condiviso con la Commissione Ue di voler elevare gli standard di qualità degli alimenti biologici garantendo prodotti nettamente differenziati da quelli dell’agricoltura convenzionale, oggi, tutta a difesa integrata, in quanto  si sta profilando un modello di agricoltura biologica che rischia di essere fortemente ingannevole rispetto alle aspettative dei consumatori che scelgono tali prodotti perché Ogm free, privi di residui di antiparassitari e con il massimo rispetto del benessere animale.
A questo punto, non si comprende che senso abbia voler riformare il reg. CE 834/2007 perché nel negoziato, stanno prevalendo nettamente le posizioni dei paesi del centro e nord Europa che puntando ad un obiettivo di crescita meramente quantitativo, ma non qualitativo delle produzioni bio stanno tradendo le aspettative dei consumatori e dei paesi produttori di alimenti biologici che vogliono sul mercato alimenti bio di elevata qualità come quelli italiani.

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