L’accordo sulla proposta di Regolamento europeo sul biologico non è una rivoluzione ma la direzione è quella giusta


Il via libera del Consiglio dei ministri agricoli primo passo verso il nuovo regolamento: tra le novità regime di conformità per l'import da Paesi terzi e certificazione semplificata per i piccoli. Un commento di Francesco Giardina, Coordinatore del SINAB

Di un articolo di Francesco Giardina Coordinatore del SINAB, pubblicato da Pianeta PSR , riportiamo la seconda parte che entra nel merito dei contenuti dell'accordo generale appena sottoscritto, che, scrive Giardina, “non è certamente la rivoluzione delle attuali norme, ma certamente si muove in una giusta direzione”.
“Con grande soddisfazione – prosegue l’articolo - sono ad esempio state accolte le modifiche relative al regime di importazione di prodotti biologici da paesi terzi, perseguita dall'Italia con grande determinazione. Sulla base delle nuove norme i prodotti biologici potranno essere importati solo in regime di conformità, cioè con l'applicazione delle stesse norme produttive europee o da Paesi con i quali siano stati sottoscritti accordi di reciprocità. I produttori europei saranno così maggiormente garantiti sul mercato internazionale e ai consumatori sarà assicurata più trasparenza.   nella proposta del Consiglio sono invece mantenute all'interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza normativa.
 “Altra novità certamente positiva è l'introduzione della possibilità della certificazione di gruppo, volta a  consentire un accesso più facile per le piccole aziende produttrici nel settore del biologico. Le norme sui controlli, che inizialmente erano state interamente spostate nell'ambito dei controlli ufficiali della Sanità, nella proposta del Consiglio sono invece mantenute all'interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza normativa.
“L'obbligo di un controllo annuale per le aziende biologiche rimane un requisito fondamentale e gli Stati Membri potranno dilazionare le ispezioni fisiche solo in caso di aziende a basso rischio fino ad un massimo di trenta mesi.
“Il punto che non ha pienamente soddisfatto alcune delegazioni, tra cui quella italiana, riguarda i residui di sostanze non ammesse eventualmente riscontrati su prodotti biologici, argomento che non è trattato nell'attuale legislazione europea, ma che invece è oggetto di uno specifico Decreto del Ministero italiano.  La proposta approvata introduce un articolo sul tema che tuttavia non consegue pienamente l'obiettivo di armonizzare le procedure applicate nei diversi Stati membri. 
“Su questo punto l'Italia, sostenuta dalla Spagna e da altre delegazioni, ha chiesto un formale impegno alla Presidenza lussemburghese che sta per insediarsi e alla Commissione per migliorare ulteriormente il testo nel corso delle trattative con il Parlamento europeo, nell'ottica di rendere più stringenti le procedure di controllo in caso di contaminazioni di sostanze non ammesse nei prodotti biologici e di aumentare la tutela dei consumatori. 
“L'accordo raggiunto è quindi solo un ulteriore passaggio verso l'approvazione definitiva del testo di riforma. L'attenzione adesso si sposta tutta sul Parlamento europeo, sulla relazione del tedesco verde Hausling, relatore in Comagri del progetto, e sui numerosi emendamenti che già sono stati annunciati per l'approvazione del testo che potrà dare avvio al trilogo con le altre Istituzioni europee”.

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