Un grande successo la decima edizione di Vinissage


Oltre 400 etichette di 100 produttori provenienti da tutta Italia, la maggior parte in regime di agricoltura biologica o biodinamica certificata o in conversione. Dal 2005 al 2014, la coltivazione biologica delle viti è passata da 30 mila a 70 mila ettari.

Vinissage in questa decima edizione si è dimostra – riferisce un articolo di at news  - un’occasione sempre più interessante per appassionati, e non solo, con tanti appuntamenti non solo all’Enofila, ma anche “fuori salone”, fra degustazioni, abbinamenti gastronomici, proposte culturali che ha coinvolto tutta la città di Asti in un fine settimana caratterizzato anche dalla Festa d’Europa – grande mercato europeo di prodotti artigianali e enogastronomici da tutto il continente - e dalla Notte Green.
In questi dieci anni Vinissage si è affermato come uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati al mondo della viticultura naturale e consapevole: un vero e proprio fiore all’occhiello dell’intensa primavera astigiana nella convinzione che la qualità dei vini nasca da una vendemmia sana e da un buon lavoro in vigna, seguito da un grande impegno in cantina, basato sul massimo rispetto per la naturalità dell’uva. Una scommessa che la Città di Asti, organizzatrice dell’evento in collaborazione con l’Associazione delle Città del Bio e Officina Enoica, ha vinto quando ha deciso di puntare proprio sul mondo del biologico e del biodinamico, che oggi rappresentano uno dei settori in maggiore crescita del panorama vitivinicolo non solo in Italia, ma anche nel mondo.
Vinissage 2016 è stata un’esperienza di conoscenza e degustazione fra le 400 etichette dei quasi 100 produttori presenti da tutte le regioni d’Italia: vignaioli che coltivano viti e producono vini in modo artigianale e naturale, nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, privilegiando le varietà di uva locali e i componenti naturali del vino.
La maggior parte delle cantine selezionate e partecipanti alla kermesse sono in regime di agricoltura biologica o biodinamica certificata o in conversione, a testimonianza di un trend che si dimostra fra i più vivaci nel panorama dell’agricoltura italiana di oggi. Dal 2005 al 2014, la superficie coltivata destinata alla coltivazione biologica delle viti è più che raddoppiata, passando dai 30 mila ettari ai 70 mila. Segno questo che il vino biologico attrae il consumatore, sempre più attento a gustare un prodotto di piena qualità. In Italia dal 2013 al 2014 le cantine biologiche sono aumentate del 28%, con Sicilia, Puglia e Toscana con la maggiore estensione di superficie coltivata a viti biologiche.

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