Siamo quel che mangiamo


La famosa dichiarazione del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach è anche il motto di Paola Maugeri, noto volto di MTV e critica musicale. Vegana da decenni, ha fatto della sana alimentazione e del rispetto di tutte le forme viventi il suo credo, sperimentando in prima persona tutti gli impegni di questa importante scelta. Che ha voluto condividere con noi…

La chiamano guru dei Verdi perché da anni è vegana e cerca di avere una vita a basso impatto ambientale. Ma Paola Maugeri, che di professione fa il critico musicale e un sacco di altre cose, non si sente proprio guru di nessuno. Semplicemente da quando ha l’età della ragione ha capito che, per nutrirsi, non era necessario uccidere gli animali e che, per vivere, non era necessario depredare il pianeta, cosa che poi alla fine è un po’ come tagliarsi il ramo su cui si sta seduti.

Quando hai deciso di diventare vegana?

Avevo quattordici anni e un giorno, tornando da scuola, ho annunciato che non avrei mangiato più nulla che richiedesse un atto di violenza. Ovviamente non è stato un colpo di testa, ma una scelta che si è fatta strada pian piano, radicata, credo, anche nel disgusto di quel fegato che da piccola mia mamma mi obbligava a mangiare perché ero magrissima e anemica. Un ricordo infantile davvero negativo, che però viene bilanciato da quello gioioso e bellissimo del mercato di Catania, città in cui sono cresciuta, che mi abbracciava con i mille colori, sapori e odori della sua spettacolare frutta e verdura.

Essere vegani comporta anche una grande conoscenza degli alimenti

Infatti, io da quindici anni dedico gran parte del mio tempo libero a informarmi sul cibo, e lo faccio con passione. L’alimentazione è il principale elemento che incide sull’ambiente, mentre purtroppo poche persone sono consapevoli della filiera che sta alle spalle di quello che mangiano e, meno ancora, di “essere quello che mangiano”. La carne, ad esempio, è un alimento “riscaldante”, una volta se ne mangiava pochissima e di buona qualità e soprattutto si conduceva una vita faticosa e all’aria aperta, e anche le case erano fredde, tutte cose che consentivano di “bruciarla”, mentre ora, in un certo senso, “la accumuliamo”, con tutti i danni che ne conseguono.
Senza contare che mangiare carne presuppone un atto di brutalità che viene inevitabilmente introiettata da chi se ne ciba, ne sia o meno consapevole.

È anche vero che il grande consumo di carne è correlato alla fame nel mondo...

Certo, non è vero che nel mondo non ci sono risorse per tutti, ma di sicuro non c’è posto per l’ingordigia di tutti, come diceva il Mahatma Gandhi: mangiare carne è un atto di ingordigia anche ambientale perché, come i vostri lettori sapranno benissimo, buona parte dei cereali che potrebbero sfamare tanti uomini sfamano invece pochi animali che finiranno nei piatti di poche persone, ricche ovviamente. Ritengo questo intollerabile, soprattutto se le persone che mangiano tanta carne e non sono attente a questo aspetto del cibo sbandierano poi le bandiere della pace o quelle ambientaliste.

Il problema è sempre il solito: come diffondere questi concetti?

Credo che l’unico modo sia l’esempio in prima persona, studiando molto in modo da poter  sostenere le proprie idee e convincere altre persone: ormai, nel mio giro di amicizie, siamo quasi tutti vegani o vegetariani. Con una buona informazione si può benissimo anche svezzare e crescere i bambini vegani, come ho fatto io. Mio figlio sta benissimo e sono riuscita a superare anche il problema del rapporto con gli altri bambini, cedendo con buon senso in alcune situazioni, come le feste e le merende collettive.

Essere vegetariani comporta anche dedicare più tempo a cucinare, in controtendenza con quel che accade oggi

Sì, purtroppo è così, ormai pare che cucinare con cura e comprare materie prime buone siano cose superate. E invece è bellissimo, si ritrova una dimensione a misura d’uomo e si sente di fare qualcosa d’importante. Spesso arrivo in ritardo agli appuntamenti proprio perché cucino tanto: anche oggi stavo preparando il ragù di seitan ed è stato bellissimo sentire mio figlio che mi chiedeva: “Mamma, cosa mi prepari oggi di buono”? Questo significa che crescerà con l’idea che il cibo ha bisogno di cure e dedizione e che la sua mamma cercava di cucinare cose buone.

Uno dei nostri drammi è lo spreco e l’eccesso di rifiuti: riesci ad avere comportamenti virtuosi in questo senso?

Cerco di riciclare tutto e sono una vera patita delle cose di seconda mano, a iniziare dalle scarpe di pelle. Per ridurre i rifiuti ho costruito una compostiera sul mio balcone milanese, tutti gli scarti vegetali finiscono lì e i rifiuti si limitano a un piccolo sacchetto. I miei lombrichi fanno un ottimo lavoro ed è bellissimo vedere come i tuoi scarti vivano ancora in forma di ottima terra da concime che uso per le mie piante e quelle dei miei amici. E, potenza della vita, è germogliata anche una di quelle spighe secche di grano augurali che avevo buttato nella compostiera.

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