A tavola con Jo Squillo
Dal rock al green la vera trasgressione

Foto di TVMODA

Jo Squillo cantante rock negli anni ’80, è oggi un’attenta consumatrice veg, ambientalista, molto attenta a salute e benessere

Da sempre impegnata a fianco delle donne, ha fatto mille battaglie contro la violenza e il femminicidio, usando la sua arma imbattibile, la provocazione, unita a una grande carica di energia. Una provocazione però mai fine a se stessa, ma con lo scopo di far riflettere e scuotere la cultura benpensante, attraverso la musica, i testi, i suoi programmi di moda in giro per il mondo. Lei è Jo Squillo, splendida e ancor oggi agguerritissima cinquantenne, con un percorso molto personale di crescita interiore che ha comportato anche una scelta alimentare a protezione degli animali e della salute.

Difficile associare il punk-rock con una dieta salutista: come ci sei arrivata?

Per me oggi percorrere una strada salutista è molto rock, perché va contro l’offerta commerciale di junk food, fast food, industrializzazione e impoverimento della qualità del cibo.

La ribellione adolescenziale passa anche attraverso la cucina…

Sono stata un’adolescente molto ribelle, e moltiplicata per due perché ho una gemella! Avevo una mamma moderna, lavoratrice, che mi ha insegnato a cucinare. La mia è stata un’evoluzione di quanto trasmesso dalle donne forti della mia famiglia, la nonna e la mamma. Fino a poco tempo fa erano le mamme a stare in cucina e preparavano piatti come manifestazione del loro amore. Oggi imperano gli chef e la cucina è diventata molto più un affare di estetica e business.

C’è stata una “svolta salutista” o sei arrivata gradualmente a questa nuova alimentazione?

È stato un percorso graduale, puntellato da segnali che mi mandava il mio corpo e di cui ovviamente non ero consapevole, anche se fin da piccola avevo capito, e provato sulla mia pelle, che l’alimentazione ha delle conseguenze sulla salute. Un momento molto doloroso è stata la morte di mia nonna, che accusava alcuni disturbi di cui soffrivo anch’io. È da allora che mi sono ripromessa di chiedermi sempre il perché di quanto mi succede. Sono stata, ad esempio, una delle prime a fare l’esame del capello e a eliminare, trent’anni fa, i latticini e i lieviti. Scoprendo poi che siamo l’unico essere vivente che dopo lo svezzamento mangia il latte destinato alla crescita di altri animali. Poi è stata la volta di carne, uova e Solanacee, mentre mangio ancora sporadicamente un po’ di pesce. Eliminarlo sarà il prossimo passo per diventare totalmente vegana. E bevo un po’ di vino biologico nelle occasioni conviviali. Sono molto attenta alla stagionalità e cerco di far la spesa direttamente dai contadini.

Ci racconti i tuoi pasti vegani?

Io adoro le zuppe e le insalate, sempre di stagione, un prezioso ritorno alla terra e alle nostre origini. Le zuppe le preparo come atto d’amore anche per gli amici, sfatando la diceria che siano troppo semplici. Certo, vanno curate, bisogna trovare gli abbinamenti e anche i colori giusti. Il segreto? Mai senza zenzero. E per i legumi, l’accortezza di alleggerirli con l’alga kombu. Poi vado pazza per i dolci a iniziare dal mio diversamente tiramisù vegano, imbattibile.

Qual è la motivazione che senti più forte in questa tua scelta?

Sono d’accordo con mademoiselle Coco Chanel. “La vita ti dà la faccia che hai a 20 anni, è compito tuo meritarti quella che avrai a 50 anni”. Credo, infatti, che la bellezza sia una conquista naturale e non artefatta, sia equilibrio e armonia nel mettere insieme le diverse esperienze, compresi il rispetto per l’ambiente, per se stessi e per gli altri, realizzando le proprie passioni.

Molte donne sostengono che mangiare vegano o vegetariano comporti troppo tempo. Come ti organizzi?

In parte è vero, ma oggi c’è una grande offerta di prodotti vegetariani e vegani già pronti, se proprio non si vuole cucinare. Vorrei far notare poi che il tempo che impiego nel fare la spesa e nel cucinare lo risparmio evitando le code dal medico e le emicranie...! E speriamo diventino consuetudine anche in Italia gli Organic Street Food, che ho visto negli Usa e in alcuni Paesi europei, camioncini che vendono cibo bio in strada, vegetariano e vegano, in modo che si diffonda sempre di più questo stile di vita.

Lavori sicuramente con mote ragazze giovani. Che rapporto hanno con il cibo?

Le ragazze mi sembrano attente all’alimentazione e anche molto incuriosite da vegetarianesimo e veganesimo. Sarà anche per moda, ma va bene così.

Esperienze Tv legate al cibo. Ne hai in programma e su cosa punteresti?

Già vent’anni fa sul mio canale TVmoda avevo fatto un programma che raccontava le culture di tutto il mondo attraverso la moda e il cibo, andando nelle cucine degli chef che avevano cose interessanti da dire. Ora punterei sul comunicare che ogni cibo ha una sua caratteristica nutrizionale e che ognuno di noi deve mettersi in discussione ed essere consapevole di quelli più adatti a sé, senza diventare dipendenti da ciò che ci impongono le industrie.

Un pensiero conclusivo

A questo punto credo non ci resti che attuare ogni giorno, passo dopo passo, questo sogno collettivo suggerito da un grande uomo come Gandhi “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

 

 

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