I numeri della repressione delle frodi agroalimentari


Sono state rilevate irregolarità nel 26,8% degli operatori convenzionali verificati e nel 6,6% di quelli biologici. I prodotti controllati irregolari sono stati il 15,7% fra quelli convenzionali e il 5,6% fra quelli biologici. I campioni analizzati in laboratorio risultati irregolari sono stati il 7,8% fra quelli convenzionali e il 3,8% fra quelli biologici

Il Ministero delle politiche agricole - riferisce "Il fatto alimentare" - ha pub "blicato il rapporto annuale sulle attività dell’Ispettorato per la tutela della qualità e la repressione delle frodi agroalimentari, che negli ultimi nove anni ha visto una riduzione del proprio organico di 211 unità, con il taglio di un quinto dei dirigenti. Alla fine del 2017, l’Icqrf ha registrato 733 persone effettivamente in attività, distribuite in 29 uffici sul territorio e in sei laboratori.

Nel 2017, l’Ispettorato ha eseguito 53.733 controlli, di cui l’88% ha riguardato i prodotti alimentari e il 12% il settore agricolo: mangimi, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari. Sono state inoltrate all’Autorità giudiziaria 455 notizie di reato e sono state elevate 3.715 sanzioni, oltre al sequestro di 22.228 tonnellate di prodotti agroalimentari, per un valore di 93,3 milioni di euro. I settori con il maggior numero di infrazioni sono quello della carne (116 notizie di reato e 500 sequestri) e quello vitivinicolo (111 notizie di reato e 169 sequestri).

Le irregolarità rilevate hanno riguardato il 26,8% dei 25.168 operatori verificati, il 15,7% dei 57.059 prodotti controllati e il 7,8% dei 12.875 campioni analizzati in laboratorio. Le percentuali più alte di operatori fuori norma sono state registrate nel settore della carne (44,9%) e del vino (38,9%), che ha anche la percentuale più alta di prodotti irregolari (23%).

Nel campo dell’agricoltura biologica, le percentuali delle irregolarità sono inferiori. Sono risultati fuori norma il 6,6% dei 2.250 operatori ispezionati, il 5,6% dei 3.476 prodotti controllati e il 3,8% dei 1.249 campioni analizzati. I prodotti con le più alte percentuali di irregolarità sono gli oli (11,2%) e quelli del settore vitivinicolo (8,8%).

Nel settore del biologico, i prodotti con maggiori irregolarità sono gli oli e i vini secondo l’Ispettorato per la repressione delle frodi agroalimentari

 

 

 

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