Lo coltivo da me
Alla scoperta delle barbabietole

barbabietole
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Se avete voglia di coltivare e non avete ancora piantato niente, siete ancora in tempo per questi ortaggi tutti da riscoprire. Crescono anche in vaso e non richiedono troppe cure

Siamo abituati a darla per scontata e magari a scartarla per il gusto particolare, invece la barbabietola può riservare delle sorprese. Per esempio l’avete mai mangiata cruda? In genere al supermercato si trova già cotta, invece è buona anche cruda in insalata, grattugiata alla julienne, così croccante risulta anche meno dolciastra. Chi vuole può assaggiare anche le foglie che sono commestibili e assomigliano alle bietole, dopotutto sono parenti strette.

La barbabietola (Beta vulgaris) una specie facile da coltivare, in Luglio potete ancora partire dal seme, per mangiarle in autunno inoltrato, ma se non avete molto tempo è meglio comprare le piantine che in meno di 2 mesi saranno pronte da portare in tavola. È un ortaggio rustico, che sopporta il freddo e il caldo, l’ombra e i terreni poveri. E poi è presente nei nostri orti da così tanto tempo che nei esistono tantissime varietà, adatte alle esigenze più diverse.

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Scegliete la vostra varietà

Quella ipnotica
La più bella e una delle più antiche e la barbabietola tonda di Chioggia. L’esterno è di un rosso uniforme, ma quando la tagliate è bicolore, a strisce rosse e bianche in cerchi concentrici. È molto buona cruda perché croccante e particolarmente dolce e regala un aspetto speciale a qualsiasi piatto. In questa stagione potete anche partire dal seme, è una specie precoce e in meno di 2 mesi dalla germinazione potete già raccoglierla.

Quella paonazza
Si chiama proprio così Paonazza Piatta d’Egitto. È rosso scuro e come dice il nome ha una forma appiattita. È anche molto precoce ed è pronta dopo 50 giorni se interrate la pianticella. Il sapore è molto buono ed è a prova di principiante perché è molto robusta, a prova di malattie e sopporta bene il caldo estivo.

Quella pallida
La chiamano barbabietola golden perché all’esterno, la buccia rosso-arancio sembra quella di una normale barbabietola, ma l’interno è di un bel giallo chiaro che stupisce veramente. È leggermente più piccola delle altre, il sapore però è ottimo e particolarmente dolce. Per questo viene usata anche nei frullati. È una pianta rustica e di facile coltivazione, che sopporta bene il freddo e i terreni poveri.

Quella lunga
La particolarità della barbabietola Formanova è quella di essere stretta e tutta rosso scuro, foglie comprese. A differenza delle altre varietà cresce per buona parte fuori dal terreno, quindi è facile capire quando è pronta da cogliere. È considerata una specie rara se la comprate contribuite a non farla estinguere.

Coltivazione

Esposizione
Sta bene al sole ma per crescere le basta la mezz’ombra o poche ore di sole al giorno. Resiste anche al freddo, fino a pochi gradi sopra lo zero, e anche al caldo ma in generale preferisce gli ambienti freschi.

Terreno
Se la coltivate nell’orto va lavorato molto bene il terreno fino a 30 centimetri di profondità. Non è esigente ma bisogna che sia molto morbido per crescere bene sotto terra, dopotutto è una radice. In vaso meglio non usare terriccio da orto, sarebbe troppo ricco, usate un buon terriccio universale.

Concime
A differenza della maggior parte delle verdure non ama i terreni troppo ricchi, quindi chi la coltiva in piena terra dovrebbe piantarla in un terreno che ha ospitato prima un’altra coltura, dove ci sia solo del concime residuo. In vaso invece meglio non usarne altri, i terricci che si comprano contengono già del fertilizzante.

Acqua
In questo caso la barbabietola è esigente, il terreno deve sempre rimanere fresco perché non sopporta la siccità.

Semina
I semi si interrano con generosità a una profondità di circa 1 centimetro. Mantenete umido il terreno e quando i germogli avranno 3-4 foglioline, diradate togliendo le piante più brutte, in modo da lasciare circa 20 centimetri fra un esemplare e l’altro.

 

 

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Alla scoperta delle barbabietole - Ultima modifica: 2021-07-23T08:00:42+02:00 da Sabina Tavolieri
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