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il blog di Franco Travaglini

Franco Travaglini vive e lavora nella campagna umbra. Giornalista professionista dal 1983, si è formato nelle redazioni di due quotidiani. Poi, come free lance, ha collaborato con varie testate scrivendo di animali, ambiente, alimentazione e agricoltura biologica.
L’hanno chiamato, per la sua forma, “Mano d’artista” e si sviluppa in due possibili percorsi: uno di un chilometro, l’atro di tre. Si trova nel castello di Piovera, dei conti Calvi di Bèrgolo, in Piemonte, fra Tortona e il Po. E’ stato costruito piantando, in un tracciato predefinito, quasi 600 mila semi di mais bio. Aperto alle visite nei week end fino al raccolto di metà ottobre
A ribadirlo è Vincenzo Vizioli, presidente dell’Aiab, commentando gli interventi annunciati ai primi di agosto dal ministro dell’agricoltura Maurizio Martina per sostenere gli agricoltori danneggiati dall'eccezionale siccità di questa annata. “Sono – dice Vizioli - le giuste risposte all'emergenza, ma il contrasto al cambiamento del clima si fa modificando radicalmente modelli produttivi e di consumo
Il contemporaneo calo delle superfici a convenzionale non preoccupa le Organizzazioni dei produttori: “La sostanza ci dice che in campagna oggi troviamo il pomodoro effettivamente richiesto per la trasformazione, in linea quindi con quelli che sono gli equilibri di mercato del nostro settore”.
Questa la richiesta di Federbio al ministrao dell’Agricoltura. Se non si affronta come sistema agricolo nazionale - ha detto Paolo Carnemolla, presidente della Federazione - il crescente divario fra l’offerta nazionale di prodotti bio e la domanda del mercato, continuerà a non venir colmato nemmeno dalla crescita delle superfici agricole cui abbiamo assistito in questo periodo
A giugno un workshop organizzato dal CREA, ha visto un confronto fra ricercatori italiani e francesi su esperienze e conoscenze acquisite relativamente a prove di lungo termine in sistemi di produzione biologici (LTE). In un documento la sintesi di questo confronto proposta all’attenzione di tutti coloro che a vario titolo sono interessati al biologico
Il progetto “Strategie per la riduzione e possibili alternative all’utilizzo del rame in agricoltura biologica” e le discussioni sull’argomento
Si tratta di aree di territorio in cui agricoltori, associazioni, operatori turistici e enti locali si mettono insieme per creare un modello di produzione biologica
Il ministro dell’Agricoltura commenta le prime anticipazioni sui dati del 2016: +20% delle superfici convertite all’agricoltura biologica (+300.000 ettari), più 20,3% di operatori
L’azienda s’impegna a proseguire in un percorso di conversione al biologico e di applicazione di tecniche – come l’agricoltura di precisione – che vanno nella direzione della maggiore sostenibilità. Tutti i prodotti che saranno realizzati secondo quanto previsto dal protocollo d’intesa riporteranno, come ulteriore elemento di garanzia, il marchio di Legambiente
Un sito completamente rinnovato nella linea grafica e nella presentazione dei contenuti, per promuovere e qualificare il territorio tramite il metodo dell’agricoltura biologica come modello di sviluppo sostenibile e multifunzionale
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