Mega Biobottega, 2.400 mq di alimenti biologici


Ha aperto a Busnago, in provincia di Monza e Brianza, Mega Biobottega, il più grande punto vendita di alimenti biologici in Europa

Si chiama Mega Biobottega, ha aperto alla fine dello scorso novembre a Busnago, a mezza strada fra Milano e Bergamo ed è collocata all’interno di un centro commerciale. “Con i suoi 2400 metri quadrati di superficie e le sue 22.000 referenze è il più grande punto vendita di alimenti biologici in Europa”, lo dice con un certo orgoglio Remo Miolla, ideatore del progetto insieme ad un gruppo di persone con diverse professionalità che operano nel mondo del biologico da circa vent’anni. “I primi tempi– continua - molti dei clienti che venivano ci chiedevano se eravamo un’appendice dell’Ipermercato tradizionale che c’è all’interno del centro commerciale. Per noi questo significa che abbiamo colto in pieno il nostro obiettivo, perché vogliamo proprio sembrare un supermercato tradizionale come dimensione espositiva, numero di referenze, servizi… con questa differenza essenziale: noi offriamo solo prodotti contrassegnati da un marchio che li certifica come provenienti da agricoltura biologica”.
La “mission” dell’impresa si può riassumere essenzialmente in questo: facilitare l’accesso ai prodotti biologici da parte di tante persone che finora non li acquistano perché non li trovano, oppure debbono andare in più punti vendita per trovare tutto quello che cercano.
Insieme alla dimensione e alle 22 mila referenze, la completezza dell’offerta di generi alimentari è essenziale per realizzare questo obiettivo. Così, alla Mega Biobottega, dopo l’ortofrutta, “il nostro fiore all’occhiello” lo definisce Remo Miolla, e la panetteria artigianale - che offre pane prodotto all’interno del negozio -, si incontrano le due novità più importanti nel panorama della vendita di prodotti biologici: la macelleria e la pescheria. Non che la carne sia assente nella distribuzione bio, anche se poca, c’è, ma è una presenza marginale e gestita per lo più con tagli preconfezionati. Nel supermercato bio di Busnago, invece, c’è il banco classico, con dietro il macellaio cui il consumatore si rivolge come in una normalissima macelleria ricevendone anche consigli su tagli e preparazioni.
Ma la scelta più innovativa, e che forse farà discutere, è quella della pescheria che non propone pesce biologico ma anche pesce pescato in alto mare e surgelato. “Il pesce selvatico – spiega Miolla – non può essere certificato. Ci sono, è vero, alcune piccole realtà che allevano delle varietà di pesce secondo il disciplinare europeo, ma certamente non abbastanza per giustificare l’apertura di un reparto pescheria”. Che fare allora, rinunciare a offrire una gamma completa di prodotti alimentari? “Noi – risponde Miolla –abbiamo scelto di offrire una gamma ampia di pesci pescati in alto mare, garantendo la catena del freddo che, nella pesca d’altura incomincia sui pescherecci. Garantire la catena del freddo – e oggi questo vale anche per il pesce biologico – è, infatti, la migliore garanzia perché tempo e distanze di trasporto non interferiscano con la qualità del prodotto”.
E i dati di afflusso sembrano dar ragione a queste scelte: 1000 scontrini emessi il sabato, 7-800 il venerdì e qualche punta di 5-600 negli altri giorni della settimana.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome