Iris: agricoltura biologica dal 1978


Un video racconta di una delle aziende che hanno contribuito a fare la storia del movimento per l’agricoltura biologica. Che si prepara ad inaugurare, ad aprile, il nuovo pastificio realizzato seguendo i più moderni principi della bioedilizia

“Fare agricoltura biologica, vale a dire in primo luogo aver cura della fertilità del terreno, perché se non lo facciamo e badiamo solo a fare reddito, la terra s’impoverisce e prima o poi finisce. Creare occupazione, in particolare femminile. Costruire un rapporto diretto con i consumatori. Salvaguardare e promuovere la proprietà collettiva, quella che oggi è chiamata il ‘bene comune’”. A riassumere così i valori fondanti della Cooperativa Iris Bio, è il suo presidente Maurizio Gritta. Nata nel 1978 per iniziativa di un gruppo di giovani, nove fra ragazze e ragazzi, nella pianura cremonese, la cooperativa è un pezzo importante della storia del movimento per l’agricoltura biologica. Se ne possono cogliere alcuni elementi interessanti in un video postato di recente su Youtube. Il racconto è fatto direttamente dai protagonisti, tutti titolari di aziende agricole che fanno parte della cooperativa e conferiscono alla “casa madre” quello che producono: innanzi tutto diversi tipo di cereali che sono trasformati in pasta, farine e prodotti da forno dalla cooperativa stessa. Poi ortaggi e frutta, conserve ecc.
“Per un produttore di cereali – fa notare uno dei soci – è abbastanza difficile sapere dove va a finire il suo prodotto. Noi invece lo sappiamo bene, perché siamo tutti elementi di una filiera che parte dal campo e arriva al pastificio della cooperativa Iris Bio dove si chiude il cerchio fatto di lavoro, ma anche di idee e valori condivisi sul modo di fare agricoltura biologica”.
Un altro socio ricorda invece il modo diverso di arrivare a definire il prezzo che è riconosciuto agli agricoltori che conferiscono i loro prodotti, cercando di sottrarsi alla “dittatura del mercato”.
Nel 2008 la Cooperativa ha rilevato il pastificio presso il quale produce da sempre la sua pasta e nel 2010 ha cominciato a ragionare sulla necessità di  costruirne uno nuovo. Detto fatto: ad aprile sarà inaugurato il nuovo sito produttivo. “Alla base del progetto edilizio – racconta l’architetto Mario Filocca – abbiamo messo gli stessi valori ecologici e sociali che sono alla base della produzione biologica dei cereali”. L’edificio ha uno scheletro in cemento armato mentre tutto il resto è fatto con legno italiano. “Dei 40 mila metri quadri di estensione – spiega Gritta – solo 14 mila sono dedicati alla produzione, il resto sarà utilizzato per un asilo al 100% ecologico, un ristorante, un museo, un impianto di fitodepurazione, un parco per bambini, un parco per cechi e altro ancora”. Inoltre sono previsti 14 mila metri quadri di pannelli fotovoltaici e altre fonti di energie rinnovabili. “Sperando – conclude il presidente Gritta – che la pasta dell’Iris oltre che essere biologica, porti anche un valore sociale”.

Guarda qui il video

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