Pesticidi nella tazza


La Cina è il maggior produttore mondiale di tè, con ben 8 milioni di coltivatori sparsi in 20 province. E ogni anno sia l’area delle coltivazioni che i raccolti aumentano. A che prezzo però? Ombre piuttosto inquietanti vengono gettate sulla qualità del te cinese da un interessante rapporto appena presentato da Greenpeace che è andata a ricercare la presenza di pesticidi in 18 campioni di tè cinese di vari tipi (verde, al gelsomino, oolong), scelti tra i più commercializzati, almeno in Asia. Dal rapporto - lungo 20 pagine – risulta che in tutti i campioni esaminati è stato trovato un misto di almeno tre pesticidi. Due campioni ne contenevano ben dieci diversi tipi! E su 12 campioni i residui erano di prodotti vietati in Europa. In totale sono stati 29 i vari pesticidi rilevati.

A noi consumatori abituali di tè cinesi non resta che leggere il rapporto e acquistare solo i tè che offrono garanzie di “pulizia” come quelli biologici. E sperare che col tempo le cose, anche in Cina, migliorino...

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