Cibo e bambini
Si può crescere un figlio vegetariano?


…oppure vegano? Sono le domande che oggi si pongono molti genitori che hanno fatto questa scelta per sé. In un ospedale milanese, medici esperti si occupano proprio di dare consigli per svezzare e crescere bimbi sani con una dieta vegetariana o vegana. Seguendo le coppie fin dalla gravidanza

Aumenta sempre più il numero di persone che scelgono di adottare un’alimentazione vegetariana: nel nostro Paese il 7,6% della popolazione ha abbandonato il consumo di carne e pesce, e, nello specifico, il 4,6% è vegetariano e il 3% è vegano; la percentuale di chi ha escluso dalla propria dieta anche i prodotti di origine animale è triplicata rispetto allo scorso anno (Eurispes, Rapporto Italia 2017).

Il cibo che migliora salute e ambiente

Chi compie questa scelta spesso lo fa per motivi etici, ma oltre alle sofferenze degli animali c’è di più. Intanto, fa bene alla salute: meno carne significa anche minor rischio di obesità e patologie come diabete, problemi cardiovascolari e tumori, come quello al colon. Inoltre, fa bene all’ambiente, perché i soli allevamenti producono ben il 20% dei gas serra responsabili del riscaldamento globale, sono la principale causa di deforestazione e sprecano preziose risorse idriche (per un chilo di carne di manzo occorrono circa 15mila litri d’acqua). Infine, con il vegetarianismo si può ridurre la fame nel mondo: si calcola che con le risorse alimentari consumate da un onnivoro si sfamerebbero 10 vegetariani e 20 vegani. Eppure, nonostante tutto questo, continua a essere una scelta molto discussa, sia quando ad adottarla sono gli adulti sia, a maggior ragione, quando sono coinvolti i bambini.

Dieta completa o a rischio carenze?

È possibile crescere un figlio vegetariano o vegano? Molti esperti affermano che è possibile. Anzi, più in generale, è auspicabile per tutti i bambini ridurre le proteine animali nella dieta, perché un accumulo di peso nei primi anni di vita aumenta il rischio obesità. Rischio non da poco, considerando che in Italia 1 bambino su 3 è sovrappeso. Anche le donne in gravidanza non hanno necessità di assumere grandi quantità di proteine animali: la giusta quota può essere tranquillamente raggiunta anche senza carne o pesce. L’alimentazione vegana o vegetariana in sé non costituisce alcun rischio, neanche quello delle temute carenze nutrizionali, purché si segua una dieta varia, equilibrata e ben pianificata, supervisionata da un esperto (ma la stessa cosa vale anche per gli onnivori).

L’ambulatorio Baby Green

Proprio per fornire consigli nutrizionali nel periodo della gravidanza e dello svezzamento a mamme vegetariane e vegane (o che seguono regimi alimentari particolari), l’ospedale Humanitas San Pio X di Milano ha aperto l’Ambulatorio Baby Green; inaugurato a ottobre 2016, vede un team di professionisti, tutti adeguatamente preparati per supportare questa scelta, come la dottoressa Katia Naibo, biologa nutrizionista, che segue soprattutto le donne in gravidanza, e il dottor Marco Nuara, pediatra neonatologo al servizio delle famiglie con bambini. Le consulenze si svolgono tramite appuntamento.

Stesso pasto per tutta la famiglia

Quali sono le motivazioni principali che portano le famiglie a intraprendere questa strada? A volte semplici questioni logistiche: preparare gli stessi piatti per tutta la famiglia. Come spiega il dottor Nuara: “Spesso non ci si pone il problema dell’alimentazione fino al momento dello svezzamento, ovvero quando dai 6 mesi il bambino comincia a mangiare cibi solidi e successivamente inizia a condividere i pasti con il resto della famiglia: molti decidono di offrirgli gli stessi alimenti per non dover cucinare tanti piatti diversi. C’è anche chi si informa preventivamente: oggi ho ricevuto una coppia con una bimba di appena 4 mesi, che ancora non ha iniziato lo svezzamento. Era la prima volta presso l’ambulatorio, trovato su suggerimento del consultorio; essendo entrambi vegetariani, volevano capire se fosse possibile, ed eventualmente come, adottare la stessa dieta per la figlia quando sarà il momento. Può capitare anche che sia vegetariano o vegano solo uno dei genitori: “Ho una paziente di 15 mesi, con padre vegano e madre onnivora, che fino ad oggi è stata svezzata nella maniera ‘tradizionale’; in generale, però, sono tantissime le persone che in questi anni si sono convertite a una dieta a base vegetale.”

Che cosa è necessario integrare?

Chi compie questa scelta spesso è molto attento alla salute e all’alimentazione. Quali sono i timori più comuni dei genitori, compresi quelli onnivori? “Principalmente se si corrono dei rischi, come le carenze. Precisiamo subito: se si seguono le indicazioni del medico, non ce ne sono. Quella vegetariana e quella vegana sono diete adatte a tutti i bambini, di ogni età, non ci sono motivi per escluderle a priori. Sono regimi alimentari vari e bilanciati in grado di fornire tutti i nutrienti necessari per uno sviluppo e crescita corretti, comprese proteine, aminoacidi, vitamine e minerali. Sono necessarie solo due integrazioni: quella di vitamina D e quella di vitamina B12. La prima viene prodotta dall’organismo quando si espone la pelle al sole, quindi andrebbe assunta da tutti, anche dagli onnivori. La seconda invece, fondamentale per la salute e ancora di più in gravidanza e in età pediatrica, è presente soprattutto nella carne; è contenuta anche nei prodotti di derivazione animale, ma non in dosi sufficienti, quindi andrebbe integrata anche dai vegetariani”.

Servono più controlli?

Un dubbio che hanno in molti è se questo comporti tenere il proprio figlio sotto stretto controllo medico. Un falso mito da sfatare: il pediatra afferma che il numero delle visite è lo stesso di quelle dei bambini svezzati anche con carne. Più che degli svantaggi, insomma, bisognerebbe parlare dei benefici. Continua il dottor Nuara: “Minor rischio di incorrere in obesità, cardiopatie, ipertensione, diabete, patologie più frequenti in persone che assumono una dieta onnivora, spesso iperproteica. Nel 2016 è stata presentata la nuova piramide della Dieta Mediterranea, che vede il consumo di proteine vegetali una volta al giorno; quindi, tutti quanti dovremmo fare almeno un pasto vegano al giorno. Le indicazioni poi raccomandano di non mangiare carne più di 3 o 4 volte la settimana, quando invece tante famiglie la mettono in tavola pranzo e cena. Per non parlare di salumi e insaccati, che sono stati classificati da IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come cancerogeni”.

Consigli pre e post gravidanza: come e quando

La dottoressa Katia Naibo è la nutrizionista che segue le future mamme durante la gravidanza: solitamente si tratta di donne già vegetariane o vegane, che vogliono mantenere la loro alimentazione anche durante questi nove mesi. Ma perché spesso vengono aspramente criticate? “C’è chi teme che possa causare deficit nutrizionali, pericolosi per la salute del nascituro e della mamma. Invece si tratta di un’alimentazione corretta, che copre tutti i fabbisogni; certo, va seguita bene e bisogna compensare correttamente i cibi, soprattutto nel caso di quella vegana. Lo scenario ideale sarebbe poter seguire la donna già in previsione della gestazione, in modo da poter evidenziare in anticipo gli eventuali squilibri, sia di peso sia di un fattore come l’anemia.» Durante la gravidanza, quindi, le visite si dovrebbero succedere come per le donne onnivore: si viene seguite regolarmente per tutti gli accertamenti, quelli alimentari e quelli volti a verificare la crescita del bambino; anche l’integrazione da assumere in gravidanza, a base di vitamina B12, ferro e folati, è identica, perché anche chi assume carne non è esente dal rischio di carenze. Insomma, tutto è possibile, l’importante in ogni caso è imparare a nutrirsi correttamente e seguire bene le indicazioni mediche, soprattutto nel caso della dieta vegana. Le visite all’Ambulatorio Baby Green dell’ospedale Humanitas San Pio X di Milano si svolgono tramite appuntamento, tutti i giovedì e venerdì con la dottoressa Katia Naibo e il 2° e 4° martedì del mese con il dottor Marco Nuara. Alle visite condotte dal pediatra, che mediamente durano circa un’ora, è sempre presente anche un medico specializzato in Scienze dell’Alimentazione.

 

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