5 domande sul miele di manuka
Miele di manuka, il più amato dalle star


Lo usano attrici per levigare la pelle e sportivi famosi contro le malattie infettive. Ma è tutto vero ciò che si dice su questo prodotto?

5 domande e 5 risposte sul miele di manuka.

Da dove viene?

Si ricava dalla pianta della manuka, un arbusto sempreverde della stessa famiglia del mirto, originario della Nuova Zelanda e dell’Australia. La pianta è coltivata per ricavarne il legno e per produrre il prezioso miele, grazie ad arnie poste nel mezzo delle piantagioni, per evitare contaminazioni con altri fiori. Dalle foglie, inoltre, si ricava un olio essenziale, oggi entrato nella farmacopea convenzionale.

Quali sono le sue particolarità?

Molto apprezzato per il gusto, il miele di manuka è diventato famoso soprattutto per i suoi principi attivi. Contiene, infatti, perossido di idrogeno, molecola che conferisce proprietà antibiotiche, rafforzate dalla presenza di un’altra sostanza, il metilgliossale, che in realtà si trova in tutti i tipi di miele, ma in quantità decisamente inferiore. Di grande interesse sono poi gli enzimi e le sostanze aromatiche, composti vitali in parte ancora oggi inesplorati che, in concentrazioni differenti, fanno parte del patrimonio di ogni miele di qualità.

Le proprietà sono scientificamente provate?

Usato fin dall’antichità a scopo terapeutico, a partire dal secolo scorso il miele di manuka è stato oggetto di ricerche scientifiche che hanno confermato la sua azione battericida. Attivo soprattutto contro i ceppi dell’Escherichia coli e dello Stafilococco aureus, questo miele speciale, non ha solo l’effetto di contrastare i batteri patogeni, ma pare in grado di riparare anche le cellule danneggiate delle infezioni. Riguardo alle altre virtù decantate, come l’azione sul colesterolo e la flora batterica intestinale benefica, le prove scientifiche sono per ora insufficienti.

Come riconoscere quello di qualità?

Il miglior miele di manuka ha una consistenza viscosa e un colore scuro, con sfumature giallo marroni. Il gusto dolce ha intensi toni amari. L’aroma ricorda terra e piante mediterranee, in particolare l’erica. Non tutto il miele in commercio ha le stesse caratteristiche. Colore chiaro e aromi poco intensi possono dipendere dal fatto che le api hanno attinto il nettare da altre piante che “contaminano” le piantagioni di manuka. Anche la pastorizzazione riduce la qualità e le proprietà antibiotiche. Per poterle misurare, i produttori hanno messo a punto un punteggio Umf (Unique manuka factor) che dipende dalla concentrazione di sostanze antibatteriche presenti. Dieci punti Umf sono considerati il minimo per riconoscergli un’azione terapeutica e attribuirgli la dicitura Miele di manuka attivo, o Miele di manuka Umf. Il legame fra punteggio ed efficacia terapeutica non è però supportato da prove scientifiche.

In che modo utilizzarlo?

Il miele di manuka è da considerare un rimedio naturale per la farmacia domestica. Diverse ricerche mostrano la sua efficacia per uso esterno, nella cura delle abrasioni cutanee, delle lesioni da ustioni. Un altro impiego riguarda la formulazione di maschere utili a contrastare acne, psoriasi e infiammazioni cutanee. Una volta applicato sulla pelle, si lascia agire per una mezz’ora, quindi si rimuove con un panno umido. Può essere di supporto nelle infiammazioni delle gengive e in presenza di afte, applicato con un dito. Sembra, poi, avere un effetto lenitivo sulle infiammazioni dell’esofago e della gola. Se ne raccomanda un cucchiaio, due volte al giorno, leggermente diluito con tisane tiepide a base di piante officinali, come il timo. Nella medicina naturale si usa, inoltre, per lenire i bruciori legati al reflusso gastroesofageo, un cucchiaino al giorno, mezz’ora prima dei pasti, non più di tre volte al giorno.

Miele di manuka, il più amato dalle star - Ultima modifica: 2019-04-23T11:00:41+00:00 da Sabina Tavolieri

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