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Batteri, alleati della linea?

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Si moltiplicano le ricerche sul ruolo che i microrganismi intestinali hanno su digestione, assorbimento e metabolismo

È vero che uno squilibrio della flora intestinale può incidere sull’appetito provocando “attacchi di fame”?
La cosiddetta disbiosi, caratterizzata da uno squilibrio della flora batterica intestinale, sembra in effetti incidere sulla regolazione dell’appetito. Alcuni ricercatori hanno evidenziato che i batteri intestinali producono ormoni capaci di influenzare il sistema nervoso centrale, condizionando la regolazione dei neurotrasmettitori responsabili della modulazione di fame e sazietà. La disbiosi favorisce, poi, alterazioni dell’assorbimento di vitamine, minerali e antiossidanti, che potrebbero stimolare una “fame specifica” per riequilibrare eventuali carenze. Senza contare che l’aumento della permeabilità dell’intestino, causata dalla disbiosi stessa, facilita uno stato d’infiammazione cronica di bassa intensità della mucosa intestinale, a sua volta potenzialmente responsabile di squilibri della regolazione del senso di fame.

Le disbiosi intestinali influenzano il peso corporeo?
Si è visto che le infiammazioni croniche di bassa intensità della mucosa intestinale, favorite dalla disbiosi, ma anche dall’obesità, sono un fattore di rischio per la resistenza all’insulina, che predispone a diabete e sovrappeso. Inoltre, la somministrazione di alcuni probiotici sembra essere in grado di migliorare il metabolismo del colesterolo Ldl, quello dannoso per le arterie.

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Esistono integratori capaci di condizionare il metabolismo?
Al momento, la ricerca non consente di selezionare ceppi di probiotici mirati allo scopo; tuttavia, diverse ricerche mettono in risalto che abbinare i probiotici, microrganismi vivi benefici per la salute, con prebiotici, cioè fibre, che favoriscono la crescita di questi batteri, potrebbe migliorare digestione, assorbimento e metabolismo. Il microbiota intestinale è formato da oltre 500 specie di batteri differenti, fra cui i più rappresentati sono i Bifidobatteri e i Lattobacilli. Gli integratori di  probiotici di qualità forniscono diverse varietà di questi ceppi batterici in forma viva e vitale, capaci di colonizzare i differenti segmenti dell’intestino.

Quali fattori incidono sul benessere della flora batterica intestinale?
Una dieta varia è fondamentale. Nel menu di ogni giorno non devono mancare cereali integrali, ortaggi, frutta che, grazie alla presenza di fibre di natura differente, hanno un effetto prebiotico insostituibile e favoriscono la crescita dei batteri benefici, contrastando la disbiosi. Aiutano, inoltre, alcuni ingredienti fermentati naturalmente, come yogurt, kefir o crauti. Da ridurre, sono, invece, i carboidrati raffinati e la carne, il cui eccesso può dare luogo a un’alterazione dell’ambiente intestinale. Sembra anche giocare un ruolo positivo svolgere regolarmente attività fisica e praticare discipline che contribuiscono a ridurre lo stress, per esempio yoga o meditazione.

Quando può essere d’aiuto ricorrere a integrazioni di probiotici?
Cicli periodici dei cosiddetti microrganismi simbiotici sono consigliati quando, pur avendo uno stile di vita equilibrato, si presentano condizioni che favoriscono la disbiosi intestinale. Un esempio emblematico è l’impiego di cure antibiotiche, ma anche stress, alterazioni dell’umore o dell’appetito, malattie, tutti elementi che rischiano di compromettere la flora batterica intestinale. L’integrazione va effettuata per periodi di almeno 2-3 settimane consecutive, rispettando con cura le indicazioni di impiego definite per i prodotti prescelti, con il supporto del medico curante.

Con la collaborazione di Barbara Aghina, Responsabile scientifico nutraceutici Guna.

Batteri, alleati della linea? - Ultima modifica: 2019-05-24T11:17:51+02:00 da Redazione

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