In agricoltura biologica si può fare a meno del rame?


Il progetto “Strategie per la riduzione e possibili alternative all’utilizzo del rame in agricoltura biologica” e le discussioni sull’argomento

A conclusione del progetto “Strategie per la riduzione e possibili alternative all’utilizzo del rame in agricoltura biologica” - ALT.RAMEinBIO è stato organizzato, presso il CREA-DC di Roma - riferisce il Sinab - un convegno per presentare e discutere i risultati progettuali, nonché per consentire un confronto tra ricercatori, tecnici, agricoltori, industria, consumatori, decisori politici sulla problematica dell’uso del rame nella lotta alle malattie delle piante. I ricercatori coinvolti nel progetto hanno evidenziato la possibilità di riuscire a combattere efficacemente le malattie utilizzando ridotti apporti di rame ed hanno messo in luce la potenzialità di alcune molecole di derivazione naturale nella lotta agli agenti patogeni normalmente combattuti con l’impiego del rame. I risultati ottenuti sono compendiati negli opuscoli conclusivi realizzati al termine del II anno di attività (link al progetto). Nel corso del convegno è stata anche affrontata la questione dell’utilizzo dei fertilizzanti rameici che mascherano in realtà un’attività fitosanitaria ed è stata sottolineata la necessità che, in ottemperanza alle normative europee che disciplinano le produzioni biologiche (articolo 4 b) e articolo 16.2.d) del regolamento CE 834/2007 e articolo 3.1. del regolamento CE 889/2008), i fertilizzanti vengano utilizzati solo nei limiti del necessario, se sussistono specifiche esigenze nutrizionali per la coltura, conservando i documenti giustificativi attestanti la necessità di impiego.

            Le slide del convegno che si è svolto a Roma il 14 giugno 2017

I SESSIONE                              II SESSIONE                                           III SESSIONE

 

 

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