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    Ingrassare senza motivo

    perché lo stress abbassa il sistema immunitario
    foto: Adobestock
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    Mangiamo naturale, facciamo movimento, stiamo attenti agli alimenti processati e a cosa mettiamo nel carrello, però il nostro girovita non scende. Controproducente pensare a diete restrittive: il responsabile potrebbe essere il cortisolo. Il dottor Luca Speciani, specializzato in medicina di segnale e dello sport, ci aiuta a capire i meccanismi che portano ad accumulare grasso e come intervenire per spezzare questo circolo vizioso.

    Tra i maggiori responsabili dell’ingrassamento c’è lo stress cronico. Come agisce? Possiamo dire con certezza che gli stress prolungati fanno ingrassare?

    Un valore di cortisolo (ormone liberato quando siamo stressati) permanentemente alto, in contrasto al ritmo circadiano naturale che lo vede alto al mattino al risveglio e in discesa per tutto il resto della giornata, può senza dubbio generare ingrassamento. Il cortisolo infatti è l’ormone della lotta o fuga, del “fight or flight”, che ci trasforma in “war mode” per affrontare un pericolo con efficienza. I suoi effetti biologici sono un innalzamento della glicemia e della lipemia (si combatte bene solo se si ha un sangue ricco), un aumento della ritenzione idrica e dell’aggregazione piastrinica (ci si dissangua meno facilmente se ci si ferisce) e un abbattimento temporaneo del sistema immunitario per non sprecare energie inutili in situazioni d’emergenza. È evidente dunque come l’innalzamento glicemico e l’accumulo di grassi possano generare un rapido aumento di peso ove il corpo non consumi subito quanto accumulato per la lotta o per la fuga.

    Il grasso da stress è soprattutto quello addominale? Perché si accumula proprio in quell’area?

    Se l’organismo non ha modo di scaricare quanto accumulato nel sangue durante l’emergenza si trova con un eccesso di risorse che non può permettersi di buttare via (le ha infatti sottratte non solo al fegato ma anche smontando muscoli). L’unico modo che ha per non sprecarle è accumularle nel tessuto adiposo, in particolare in tre zone: nella circonferenza addominale, nel collo (doppio mento) e nel gibbo (in mezzo alle scapole). Queste sono le tre zone tipiche di accumulo che contraddistinguono l’ipercortisolico nella classificazione dei sei tipi costituzionali della medicina di segnale (vedi box La forma della bellezza).

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    Persone con un ottimo stile alimentare e una regolare attività sportiva lamentano di non riuscire a eliminare questo grasso localizzato. Quali consigli può dare a chi vive una vita stressante e vuole evitare di aumentare i centimetri del girovita?

    Se c’è un “ottimo stile alimentare” e una “regolare attività sportiva” il grasso addominale non c’è. Dunque non raccontiamoci storie. Vuol dire che lo stile alimentare non è così “ottimo”: ciascuno è convinto che il proprio sia ottimo, poi in studio vedo gente che vive di fagioli e tofu o che si riempie di salumi o ancora che mangia quantità di carboidrati raffinati incompatibili con una buona salute. E anche sull’attività sportiva spesso si pensa che una pratica di yoga o di pilates settimanale sia sufficiente: in realtà non lo è. Se avete iniziato da poco ad avere uno stile di vita sano portate pazienza e presto la pancia sparirà. Se resta, vanno riviste alcune cose.

    Il cortisolo riduce la massa muscolare?

    Sissignore. L’eccesso di cortisolo sposta zuccheri da ogni sede al sangue per far fronte alla lotta o alla fuga. Uno dei meccanismi gluconeogenetici più usati è lo smontaggio degli aminoacidi muscolari per produrre zuccheri utilizzabili come fonte energetica immediata. A lungo andare la massa muscolare si riduce e l’ipercortisolico si presenta non più solo con pancia, doppio mento e gibbo, ma anche con gambettine molto esili.

    Ci sono persone che, anche se sottoposte a stress cronici, tendono a dimagrire. Da cosa dipende?

    In fase iniziale (florida) l’eccesso di cortisolo provoca rapido (e squilibrato) ingrassamento. Dopo un periodo più o meno lungo, tuttavia, il surrene si esaurisce e non riesce più a produrne. Questa fase corrisponde a uno stato depressivo o pre-depressivo, in cui l’individuo perde la voglia di combattere, di mangiare, di vivere. In questa fase si può avere un deperimento molto forte che richiede poi mesi di lavoro (anche psicologico) per essere riequilibrato.

    Esistono legami tra cortisolo e insulino-resistenza?

    Certamente. La continua immissione di zuccheri nel sangue richiama alte quantità d'insulina pancreatica che serve per mantenere la glicemia costante. Un lungo periodo di cortisolo alto genera resistenza insulinica e diabete. Il nostro sistema biologico, nato nella preistoria per contrastare minacce reali, si rivela oggi nocivo nel momento in cui le minacce si trasformano da reali a psichiche.

    Come possiamo gestire al meglio le nostre risposte psichiche?

    Bisogna comprendere a fondo che la quantità di cortisolo prodotta non è proporzionale all’evento ma alla nostra percezione dell’evento. Dunque si può fare molto, sia da soli (meditazione, training autogeno, ma soprattutto analisi critica del proprio stile di vita) sia con l’aiuto di un bravo psicoterapeuta. La soluzione psichica del problema risolverà (se accompagnata da buon cibo e regolare movimento.

    LA FORMA DELLA BELLEZZA
    di Luca Speciani, Lyda Bottino Tecniche Nuove, Milano 2021 Pagine 288 · 18,90 euro 

    Una guida che ci illustra le caratteristiche fisiche, psichiche e ormonali del gruppo costituzionale al quale apparteniamo (siamo cocomeri, arance, ananas, glicini, sedani o avocado?). Tutto ciò ci aiuterà a ritrovare il nostro peso forma e un equilibrio psico fisico duraturo. 

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