Tania Cagnotto: volontà di ferro per voli leggeri

Tania Cagnotto

Un rigido regime alimentare, tanta costanza e una forte passione hanno permesso a Tania Cagnotto di diventare la nostra tuffatrice più premiata. E, ora, dopo aver detto addio alle competizioni, spazio a nuovi progetti, compreso il cibo

Chissà quali sono i fortunati elementi che fanno di una normale ragazzina la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi. Parliamo naturalmente di Tania Cagnotto, di cui tante volte abbiamo seguito col fiato sospeso le perfette acrobazie dal trampolino e con cui abbiamo gioito orgogliosamente per tutta quella cascata di medaglie, fino al suo ritiro, annunciato dopo le Olimpiadi del 2016. Ma a Tania non è bastato primeggiare in acqua. I suoi interessi, passioni e impegni sono tanti: è nella Guardia di finanza, ha studiato Scienze della nutrizione, è scrittrice.

Perché ti sei iscritta alla facoltà di Scienze della nutrizione?

Gli atleti sono seguiti da nutrizionisti e io sono sempre stata molto interessata al mondo della nutrizione. Volevo farmi un’idea più precisa di questi argomenti, perché in giro ci sono troppe teorie e pareri discordanti.

Quali sono le informazioni più utili che hai tratto dagli studi?

Ho imparato tantissime cose ma ciò che mi sembra più importante è che non esiste un regime dietetico adatto a tutti, ciò che funziona per me può non andare bene per un altro tuffatore. È fondamentale, inoltre, come si affronta una dieta, sia mentalmente sia fisicamente.

Chi si tuffa deve seguire una dieta differente da chi fa nuoto?

Assolutamente sì! Noi tuffatori bruciamo pochissime calorie rispetto a un nuotatore ma abbiamo bisogno di una forza esplosiva. Dobbiamo quindi mangiare meno carboidrati e più proteine, molto importanti perché formate da amminoacidi che ricostruiscono le cellule dei muscoli, messi a dura prova nella nostra attività sportiva.

Ci racconti una tua giornata alimentare quando ti allenavi?

Fino a prima di Rio svolgevo un doppio allenamento quotidiano, di solito la mattina mangiavo un toast con ricotta e marmellata, a pranzo 80 grammi di pasta con tonno o in bianco con parmigiano o con sughi leggeri. A metà pomeriggio uno spuntino con le barrette e a cena un piatto a base di proteine (carne, pesce, uova, formaggio) con verdure.

Che differenza c’è tra la dieta in un giorno di allenamento, di gare e di riposo?

Non c’è molta differenza, purtroppo noi tuffatori dobbiamo stare sempre leggeri, ancora di più quando non ci alleniamo, perché è proprio in questi periodi che ingrassiamo. Però il fine settimana sinceramente mi concedevo degli strappi alla regola: il top per me era pizza e birra! Preciso poi che dai diciassette ai ventidue anni dovevo stare molto attenta perché tendevo a ingrassare un po’ e facendo piattaforma dai dieci metri dovevo essere il più leggera possibile. Superata quell’età mi sono stabilizzata e ho iniziato a perdere peso senza fare grandi diete.

E il junk food tipico degli adolescenti ti ha tentato?

Quello mi tenta ancora adesso. Dopo mesi di dieta ferrea mi veniva proprio una gran voglia di fare il pieno di “schifezze”. Ricordo che da piccola ogni tanto mangiavo di nascosto patatine fritte e pizza e non sopportavo che i miei genitori mi tenessero a dieta.

Conosci atleti vegetariani o vegani e cosa ne pensi?

Sì ne conosco e onestamente non condivido queste scelte.

Molti nostri lettori lo sono. Cosa consigli loro se praticano sport?

Come ho detto prima, ogni corpo è diverso e secondo me prima di iniziare una dieta particolare bisogna fare dei controlli approfonditi. Comunque io tendo a mangiare un po’ di tutto senza esagerare con nessun alimento e non condivido chi elimina o trascura del tutto alcuni prodotti.

Cosa non mangiare prima di una nuotata?

Dipende dalla nuotata! In generale prima di fare sport, nuoto compreso, è meglio evitare la frittura e tutti i cibi pesanti.

È ancora valida la regola delle 3 ore a digiuno prima del bagno?

Per quel che mi riguarda, mai rispettate! Dipende da cosa si mangia e, soprattutto, da come ci si sente. Non può esserci una regola uguale per tutti. Ognuno ha il suo corpo, con i suoi ritmi, le fragilità e i punti di forza.

Come avvicinare i bambini all’acqua e a che età?

Vedo neonati ogni giorno in piscina da noi a Bolzano e mi sembra stiano benissimo. Secondo me è importante portarli in acqua il prima possibile, d’altronde è da lì che vengono prima di nascere.

L’acquaticità è innata o dipende dalle esperienze?

Credo dipenda da quello che ti trasmettono i genitori, poi sicuramente ognuno di noi fin da piccolo ha un istinto positivo o negativo nei confronti dell’acqua.

Fai la spesa e cucini?

Devo ammettere che ho appena comprato un robot da cucina e mi sto divertendo un sacco a provare ricette nuove ora che ne ho tempo. Mi piace fare delle torte e ho una passione per le polpette di ogni tipo.

Una cosa che ti ha colpito durante i tuoi viaggi?

Ogni tanto mi chiedo come facciano negli Stati Uniti a crescere dei campioni, perché la quantità di grassi nei loro cibi è pazzesca! Ricordo in florida dove, prima delle gare, ci davano da mangiare solo hamburger e patatine. Dopo aver provato questi cibi una prima volta, poi pranzavo solo con le banane!

 

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