Per il glifosato il Parlamento UE ignora il principio di precauzione e gioca sulla salute dei cittadini


Questo il commento delle associazioni che vogliono la messa al bando del pesticida alla risoluzione con la quale il Parlamento europeo ha chiesto inverce di rinnovare, per 7 anni anzichè 15, l'autorizzazione all'uso del glifosato. La parola adesso passa al comitato di esperti che si riunirà a Bruxelles a metà maggio

Il Parlamento europeo – si legge in un articolo di Agronotizie  - ha chiesto il rinnovo dell'autorizzazione del glifosato per 7 anni.
La risoluzione parlamentare – che non ha valore legislativo ma solo di indirizzo politico – chiede alla Commissione europea di rinnovarne l'autorizzazione della sostanza chimica sul mercato europeo per 7 anni invece che per 15 come prevede la proposta originaria alla luce dei dubbi sugli effetti sulla salute umana. Chiesto lo stop all'utilizzo della sostanza nel giardinaggio, nei parchi e per la tecnica del disseccamento. Il testo è stato approvato con  374 voti in favore, 225 voti contrari e 102 astensioni.
Gli eurodeputati chiedono la pubblicazione di tutte le prove scientifiche che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma ha utilizzato per valutare il glifosato "probabilmente non cancerogeno" contrariamente a quanto ritenuto dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che lo ha giudicato "probabilmente cancerogeno". Nel frattempo la Commissione europea dovrebbe attendere la presentazione di un fascicolo sulla classificazione armonizzata del glifosato da parte dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa). Leggi tutto

Dopo la risoluzione votata dal Parlamento Europeo le associazioni le 38 associazioni che hanno promosso in Italia la mobilitazione contro il rinnovo dell’autorizzazione chiedono in un comunicato stampa al Governo, in vista dei prossimi appuntamenti europei, di mantenere ferma la posizione dell’Italia contraria al rinnovo.
“Il voto  espresso il Parlamento europeo che ha dato il via libera all’autorizzazione per i prossimi 7 anni all’utilizzo del pericoloso pesticida – ha dichiarato  Maria Grazia Mammuccini, portavoce delle associazioni - esprime una grandissima ipocrisia e soprattutto ignora totalmente il principio di precauzione. Delle due l’una: o ci sono prove certe che il glifosato non ha conseguenze sulla salute o, invece, i dubbi ci sono e allora è indispensabile rispettare il principio di precauzione e vietare del tutto l’erbicida, perlomeno fino a quando non sarà conclusa una valutazione scientifica indipendente sulla sostanza. Il rinnovo per 7 anni esprime solo una grande ipocrisia cercando di mettere d’accordo tutti e fregandosene delle possibili conseguenze sulla salute dei cittadini consumatori”.
 “Anche se il Parlamento europeo nella risoluzione approvata ha chiesto il divieto d’ uso dell’erbicida a base di glifosato in aree verdi, pubbliche e private – ha aggiunto Mammuccini portavoce del tavolo - ha perso però una grande occasione per una svolta chiara verso un’agricoltura più pulita a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Non basta infatti un divieto nei parchi e nei giardini per evitare la contaminazione su larga scala di cibo, acqua, suolo e aria".
“Continueremo – ha concluso la portavoce dei movimenti a farci sentire in tutte le sedi, per ottenere il divieto d’uso di un probabile cancerogeno. La nostra voce rappresenta migliaia di cittadini che non hanno nessuna intenzione di essere, per l’ennesima volta, raggirati e manipolati in nome del profitto”, conclude Mammuccini. Leggi tutto

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