“Non vendere le terre demaniali ma affittarle a giovani per l’agricoltura biologica”


E' questa la richiesta del Coordinamento romano per l'accesso alla terra che sta presidiando un terreno di 22 ettari di proprietà del Comune di Roma

Da Venerdì 10 maggio Aiab, insieme alle altre associazioni aderenti al Coordinamento romano per l'accesso alla terra, presidia un terreno di 22 ettari di proprietà del Comune di Roma, detto 'Borghetto San Carlo' per chiederne l'immediato utilizzo agricolo. Il presidio s’inserisce nella vertenza avviata dal coordinamento romano per l'accesso alla terra, per la tutela e il recupero a fini produttivi dei terreni di proprietà pubblica a vocazione agricola a Roma e Provincia, alcune migliaia di ettari inutilizzati di proprietà del Comune di Roma, della Regione Lazio e dell'Agenzia del Demanio. Ne dà notizia l’Associazione Italiana per l’Agricoltura biologica in un comunicato stampa. "Questa azione – ha dichiarato Alessandro Triantafyllidis, presidente di Aiab - s’inserisce in una serie di manifestazioni che, anche a livello nazionale, oltre che comunale, hanno l'obiettivo di portare a conoscenza della cittadinanza la quantità di terreni pubblici agricoli non utilizzati e quindi a rischio di cementificazione. L'agricoltura potrebbe e dovrebbe essere il traino per il rilancio dell'economia della città in quanto in grado di creare ricchezza e gettito fiscale: terreni pubblici affittati a cooperative di giovani agricoltori per fare agricoltura biologica porterebbero lavoro, occupazione, servizi per i cittadini, cibo locale e di qualità". "In questo senso è un segnale interessante la ripresa di iniziativa in materia da parte del ministro De Girolamo che – ha proseguito l'Aiab - ha annunciato di voler valorizzare le risorse demaniali. Ricordiamo però che, per favorire i giovani in agricoltura, la via non è la vendita dei terreni demaniali, ma l'affitto a nuove imprese cooperative, su questo disponibili a collaborare".

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