“Non ci saremmo mai aspettati che la canna da zucchero potesse competere con la coca”


A dirlo è Hugo Valdes, direttore della cooperativa Sin Fronteras, sintetizzando così un’esperienza in corso da diversi anni in alcune aree del Perù dove alla conversione all’agricoltura biologica si accompagna l’applicazione delle regole del commercio equosolidale

In Perù – riferisce un articolo di Lifegate - l'agricoltura biologica ha permesso ai contadini peruviani di uscire dalla povertà e dal narcotraffico.
La soluzione per uscire da un’economia e da un’agricoltura di sussistenza c’è. Coltivare la terra con le  tecniche biologiche e un commercio equosolidale di prodotti come lo zucchero di canna, il cacao, il caffè. E’ ciò che sta accadendo nelle campagne nel nord del Perù, dove i contadini, con una riconversione agricola di portata storica, stanno abbandonano la coltivazione della coca a favore della canna da zucchero.
Una riconversione che ha risvolti sociali, ambientali ed economici. Lo conferma Marisol Espinoza Cruz, vicepresidente della Repubblica peruviana: “L’agricoltura biologica ha cambiato completamente la vita del nostro popolo, in particolare per coloro che vivono al nord. Siamo passati da un’agricoltura di sussistenza ad una capace di garantire la qualità del suolo e della vita, che negli anni ha portato alla formazione di cooperative di produttori”.
È proprio grazie agli accordi tra le cooperative e aziende come Alce Nero, che arrivano sui nostri scaffali prodotti come lo zucchero di canna biologico e certificato Fairtrade. Una collaborazione attiva da anni, che è arrivata oggi a portare tutta la filiera produttiva sul luogo di coltivazione. Il tutto secondo le regole del commercio equosolidale. “Non ci saremmo mai aspettati che la canna da zucchero potesse competere con la coca”, ha dichiarato Hugo Valdes, direttore della cooperativa Sin Fronteras.

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