Negli Usa si progetta di limitare la coltivazione di mais gm


A proporlo è l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente preoccupata perché la diabrotica, un vorace insetto, è resistente alle tossine del batterio Bacillus thuringensis e induce gli agricoltori a usare quantità crescenti di pesticidi

 

 

Per la prima volta, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Environmental Protection Agency – EPA) ha proposto di limitare la coltivazione di mais geneticamente modificato, per contrastare la proliferazione di un parassita particolarmente vorace, la diabrotica. Questo insetto  - riferisce il Wall Street Journal, ripreso da Il Fatto alimentare - causa danni ai coltivatori americani di valore stimato tra uno e due miliardi di dollari l’anno. Il mais ogm contiene un batterio, il Bacillus thuringensis (Bt) in grado di produrre tossine capaci di debellare gli insetti infestanti, che però in alcuni casi hanno sviluppato una efficace forma di resistenza. L’EPA teme che, per contrastare la diffusione diabrotica, gli agricoltori utilizzino sempre più pesticidi, determinando rischi ambientali, con un risultato opposto a quello che ci si proponeva con l’utilizzo del mais Bt geneticamente modificato, iniziato nel 1996. I principali produttori di mais Bt sono Monsanto, Dupont e Dow Chemical. Nel 2000, negli Stati Uniti, le colture di mais ogm erano pari al 19% del totale coltivato e oggi hanno raggiunto l’80%.

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