La terrazza biologica di Atalanta che sfama più di 400 persone, ogni giorno


L’esperienza di un gruppo  di senza tetto che ha realizzato un vero e proprio "giardino" pensile di quasi 9mila metri quadrati che produce carote, lattuga, cavoli, frutta e ortaggi in grado di sfamare in modo sano e nutriente l'intera comunità

Chi l'ha detto che cibo biologico e a km zero è appannaggio solo di radical chic con molto tempo ( e denaro) da spendere? Esordisce così un articolo dell'Huffington Post che racconta di un gruppo di senzatetto di Atalanta (Usa) che ha dato un calcio ai cliché realizzando un orto grande quanto il terrazzo della dimora che li ospita: un vero e proprio "giardino" pensile di quasi 9mila metri quadrati che produce carote, lattuga, cavoli, frutta e ortaggi in grado di sfamare in modo sano e nutriente l'intera comunità, che conta più di quattrocento persone.
L'intento di "Metro Atlanta Task Force For The Homeless", l'associazione che porta avanti il progetto, è quello di garantire un'alimentazione corretta e genuina anche ai meno fortunati d'America, solitamente costretti a nutrirsi di snack e fast food di infima qualità ma a basso costo che riempiono in fretta lo stomaco, ma a lungo andare hanno effetti negativi sulla salute.
Sorta nel 2009 a metà strada tra il centro città e il quartiere degli affari, in quest'oasi verde lavorano, accanto agli homeless, alcuni volontari del Centro per l'Agricoltura Urbana, oltre a promuovere la filiera corta del cibo, dal produttore al consumatore, insegnano ai senza tetto le tecnologie per un'agricoltura sostenibile. "Abilità che potranno sfruttare in futuro per trovare un lavoro nel settore agricolo o nel marketing" riferisce Carl Hartrampf, uno dei capi del progetto, tanto più che le competenze acquisite vengono certificate da un attestato. Le 80 aiuole che popolano il terrazzo garantiscono quotidianamente un pasto completo a base di verdura fresca, e una speranza: grazie alle tecniche apprese, potersi ricollocare, un giorno, nel mercato del lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here