Iscritte nel registro nazionale sei viti resistenti


Si tratta di varietà tolleranti a oidio e peronospera che potranno ora essere coltivate e vinificate

La viticoltura sostenibile diventa realtà grazie alla possibilità di produrre e vinificare uve di vitigni resistenti. Infatti, sei nuove varietà di vite tolleranti a oidio e peronospora proposte dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige sono state recentemente iscritte nel Registro nazionale delle varietà di vite idonee alla produzione di vino. Ne riferisce un articolo pubblicato dal Sinab.

Le varietà iscritte sono Solaris, Johanniter, Helios, Prior, Cabernet Carbon e Cabernet Cortis, create dall'Istituto Viticolo Statale di Freiburg e testate da alcuni anni dal Centro ricerca e innovazione, particolarmente impegnato nell'attività di miglioramento genetico orientato alla resistenza. Il risultato, presentato ad agosto in occasione dell'incontro sulla viticoltura biologica, è importante perché dà la possibilità di coltivare anche in Italia varietà di vite resistenti con possibilità di vinificarne le uve, ma soprattutto perché consente di ridurre i trattamenti antiparassitari.

"Un risultato voluto dalla Fondazione Mach e dal mondo vivaistico trentino per ridurre l'input chimico in campagna" -spiega il presidente Francesco Salamini. "Ritengo che con queste iscrizioni si sia definitivamente accantonato un vecchio tabù che di fatto impediva l'uso delle resistenze genetiche nel miglioramento di questa pianta agraria. Si apre ora una fase nuova che vede la Fondazione in prima fila nella creazione di uve di qualità resistenti a odio e peronospora". Soddisfatti i ricercatori della Piattaforma miglioramento genetico della vite che hanno collaborato attivamente alla raccolta dei dati necessari all'iscrizione.

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