Sostenibilità: agricoltura biologica e convenzionale a confronto


 In estrema sintesi i risultati del lavoro di un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford, coordinati da Hanna Tuomisto, che ha esaminato 71 lavori scientifici che mettono a confronto gli impatti ambientali dell'agricoltura biologica e convenzionale in Europa

Per rispondere a questa domanda un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford coordinato da Hanna Tuomisto, ha esaminato 71 lavori scientifici che mettono a confronto l'impatto ambientale dell'agricoltura biologica e di quella convenzionale in Europa. I risultati mostrano che le pratiche di agricoltura biologica in genere hanno un minore impatto sull'ambiente se si considerano le unità di superficie, ma non necessariamente questo minore impatto ambientale vale se si considerano le unità di prodotto.

La ricerca è stata condotta utilizzando una serie di parametri che hanno consentito di confrontare agricoltura biologica e convenzionale. Ecco in estrema sintesi quali sono questi parametri e i risultati cui sono arrivati i ricercatori.

 Risultati

Sostanza organica nel suolo. In media il contenuto di sostanza organica nel suolo nelle aziende biologiche è superiore del 7% a quella convenzionale.

Perdita di nitrati e fosforo. La lisciviazione dell'azoto in agricoltura biologica ha un impatto per unità di suolo coltivato più bassa del 31% rispetto a quella convenzionale mentre è più alta del 49% per unità di prodotto.

Uso del suolo. L'agricoltura biologica usa in media l'84% in più di suolo rispetto a quella convenzionale.

Consumo di energia. L'agricoltura biologica usa il 23% in meno di energia per unità di prodotto rispetto a quella convenzionale. Solo in tre casi su 34 presi in esame l'agricoltura consumava più energia, si trattava in due casi dell'allevamento dei maiali e in uno della produzione di patate.

Emissione di gas di serra. Per unità di suolo coltivato non ci sono differenze. Le emissioni di gas di serra sono però minori in agricoltura biologica per unità di prodotto nell'allevamento bovino da carne, negli ulivi e in alcune altre colture vegetali. Sono invece minori in agricoltura convenzionale per unità di prodotto nell'allevamento bovino da latte, nei cereali e nei maiali.

(NdR Su questo argomento el tutto diverse le conclusioni di una recente ricerca coordinata dal Fibl VEDI)

Potenziale di eutrofizzazione e di acidificazione. Per unità di suolo le differenze sono minime per quanto riguarda l'eutrofizzazione che però, per unità di prodotto è più bassa nella produzione di latte bio, mentre nelle altre categorie di prodotti (olive, cereali, carne bovina e suina ecc.) il potenziale di eutrofizzazione del bio è superiore.

Anche per l'acidificazione, per unità di suolo le differenze sono irrilevanti per unità di prodotto invece per la produzione di carne bovina e di cereali il potenziale di acidificazione è maggiore in agricoltura biologica, mentre per la coltivazione di altri vegetali  è inferiore.

Biodiversità. In generale le aree coltivate a biologico hanno una ricchezza in specie più alta del 30% e un'abbondanza complessiva di organismi superiore del 50%

 Discussione

I costi per l'uso della terra

Poiché l'agricoltura biologica richiede più suolo di quella convenzionale per realizzare un'unità di prodotto, una conversione su larga scala all'agricoltura biologica potrebbe produrre benefici per l'ambiente solo a condizione di ridurre la produzione di cibo o destinando altro suolo all'agricoltura. Posto però che la domanda di cibo è crescente globalmente, ci saranno pressioni per incrementare piuttosto che per ridurre la produzione per unità di suolo coltivato. Ciò sottolinea l'importanza di analizzare l'impatto ambientale per unità di prodotto anziché per unità di suolo.

Le sfide per l'agricoltura biologica

La sfida principale è aumentare i raccolti senza produrre danni all'ambiente. Le cause principali dei raccolti più bassi sono la scarsità di nutrienti del suolo e i problemi con insetti nocivi, malattie e erbe infestanti. Per affrontare queste deficienze  bisogna sviluppare ricerca e sperimentazione volte a migliorare la capacità di contrastare insetti nocivi, malattie e erbe infestanti. Inoltre, è necessario produrre varietà animali e vegetali più adatti all'agricoltura biologica.

Le sfide per l'agricoltura convenzionale

Le sfide chiave per l'agricoltura convenzionale sono incrementare la qualità del suolo, ridurre l'uso di pesticidi e di fertilizzanti minerali, oltre ad accrescere e proteggere la biodiversità. La strada migliore potrebbe essere quella dell'agricoltura integrata nella quale il controllo insetti nocivi, malattie e erbe infestanti si basa soprattutto su pratiche preventive e i pesticidi usati solo se particolarmente vantaggiosi.

Le prospettive di sistemi agricoli integrati

Alcuni studi mostrano che  l'agricoltura convenzionale che usa buone pratiche per ridurre l'impatto ambientale mentre realizza raccolti più alti tende a raggiungere il più basso impatto ambientale.

Altri studi evidenziano invece che se l'agricoltura integrata è combinata con le migliori tecnologie prese sia dall'agricoltura biologica che da quella convenzionale è possibile ottenere risultati ambientali migliori che in ciascuno dei due sistemi presi da soli.

 Conclusioni

La ricerca ha mostrato che l'agricoltura biologica in Europa ha in generale un minore impatto ambientale per unità di suolo coltivato di quella convenzionale, ma non sempre questo vale se si considera l'impatto ambientale per unità di prodotto ciò soprattutto a causa della minore produttività dell'agricoltura biologica e del maggiore bisogno di suolo. La ricerca ha inoltre mostrato un'ampia variabilità di impatto all'interno di entrambi i sistemi. Non c'è un'unica agricoltura biologica così come non c'è un'un'unica agricoltura convenzionale, ma un arco di sistemi differenti, perciò, il livello di molti impatti ambientali dipende più dalle scelte di gestione della singola azienda che dal sistema agricolo adottato.

Non ci sarà alcun sistema agricolo migliore per tutte le circostanze. Perciò sarà necessario comporre il sistema "ottimale" da una serie di pratiche particolari adatte alla specifiche circostanze, vincoli e obiettivi. E tutti dovranno fare i conti con il problema dei prezzi. Alcuni sistemi continueranno a essere definiti come quelli che adottano gli standard particolari richiesti dall'agricoltura biologica; alcuni opereranno in aree particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale, pertanto adotteranno speciali misure per la difesa ambientale, mentre in altre situazioni, altri daranno la priorità alla produzione. Questo ci porta oltre il dibattito "biologico" o "convenzionale".

 L'articolo sulla ricerca è stato pubblicato dal Journal of Environmental Management


 

 

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