L’agricoltura biologica fa bene anche al clima


I metodi agronomici dell'agricoltura biologica, in primo luogo l'uso di concimi organici anziché chimici, permettono di sequestrare grandi quantità di gas di serra dall'atmosfera. Se tutta l'agricoltura del mondo diventasse biologica il contributo alle emissioni totali di questa attività si ridurrebbe del 25%. Una ricerca guidata dal Fibl (Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica)

I metodi agronomici dell'agricoltura biologica, in primo luogo l'uso di concimi organici anziché chimici, permettono di sequestrare grandi quantità di gas di serra dall'atmosfera e contribuiscono a frenare il riscaldamento climatico. Si tratta di un'ipotesi già più volte avanzata ma mai abbastanza suffragata da dati sperimentali. Un obiettivo che ora sembra raggiunto dal lavoro di un gruppo internazionale di studiosi guidati da Andreas Gattinger del Fibl (Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica, Svizzera) che hanno esaminato 74 studi nei quali erano messi a confronto gli effetti sul terreno delle coltivazioni biologiche e di quelle convenzionali. La conclusione della ricerca,  pubblicata in Proceedings of the National Academy of Science, è che "l'agricoltura biologica fornisce dei vantaggi ambientali attraverso il sequestro di carbonio atmosferico nella sostanza organica del suolo".

Lo studio, infatti, indica che nei terreni coltivati con il metodo biologico il carbonio organico presente nel terreno è molto più abbondante (3,5 tonnellate per ettaro) rispetto ai terreni coltivati con il metodo convenzionale. Inoltre il sistema di coltivazione biologico sequestra 450 kg in più di carbonio atmosferico per anno e per ettaro, rispetto al convenzionale. I ricercatori concludono il loro lavoro chiedendosi: date queste evidenze cosa succederebbe se tutta l'agricoltura del mondo si convertisse a una conduzione biologica? La risposta è che le emissioni totali di gas di serra provenienti dall'agricoltura si ridurebbero del 25%. In questo modo l'agricoltura darebbe un contributo pari a circa il 13% alla mitigazione climatica necessaria entro il 2030 per raggiungere gli obiettivi fissati dagli organismi internazionali per il 2100.

"Il contributo dell'agricoltura in generale al riscaldamento globale - spiega Karl Ludwig Schibel Coordinatore dell'Alleamza per il Clima Italia - è pari al 20-35% del totale, a seconda di come si calcola. E' chiaro che una riduzione di questo contributo del 25% sarebbe molto importante. Se poi la ricerca è arrivata a queste conclusione solo a partire dal confronto dei suoli le conseguenze della conversione globale all'agricoltura biologica sarebbero ancora più significative. Per rendersene conto basta pensare al contributo all'effetto serra che l'agricoltura convenzionale dà, per esempio, con la produzione di pesticidi e fertilizzanti chimici e con gli allevamenti intensivi. Che invece con la conversione verrebbero meno".

Per saperne di più clicca visita il sito del Fibl dove è possibile anche scaricare la ricerca pubblicata in Proceedings of the National Academy of Science.

 

 

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