Arriva dall’Australia la prugna Kakadu che contrasta l’Alzheimer


Arriva dall'Australia uno studio scientifico su un frutto autoctono della terra degli aborigeni, la prugna Kakadu, che offre nuove speranze nella lotta contro il morbo di Alzheimer. Questo frutto che contiene la più alta concentrazione al mondo di vitamina C, dall'alto potere antiossidante, potrebbe diventare un alimento preziosissimo per combattere una delle malattie che affligge la popolazione mondiale.

il frutto originario dall'Australia, Kakadu plum secondo alcuni primi studi clinici di ricercatori della stessa terra degli aborigeni potrebbe essere una nuova potente risorsa per ,per il trattamento del morbo di Alzheimer, grazie alla sua incredibile ricchezza in vitamina C dalle proprietà antiossidanti.

Il presidente della Fondazione Ageing and Alzheimer's Disease della Cowan University, ha riportato, secondo quanto emerso dagli studi clinici effettuati sulla prugna Kakadu, che contiene una tale quantità di vitamina C le cui proprietà antiossidanti sono fino a sette volte superiori alla curcuimina, lsostanza contenuta nella curcuma attualmente impiegata nella sperimentazione proprio per il trattamento dell'Alzheimer.

La prugna Kakadu è il frutto di un albero sottile che cresce fino a 32 metri di altezza, e produce un frutto di colore giallo-verdastro che matura intorno al mese di marzo. Un frutto conosciuto e utilizzato come alimento e medicina tradizionale  dagli aborigeni da migliaia di anni, che ha una concentrazione di vitamina C che varia da 3200 a 5000 mg ogni 100 grammi. Una quantità incredibile mai riscontrata prima in natura, in un elemento vegetale 

La prugna Kakadu si è così rivelata la più ricca fonte naturale al mondo di questa vitamina e secondo alcuni primi studii clinici potrebbe essere un validissimo rimedio per contrastare il morbo di Alzheimer. Azione che dovrà essere però consolidata da sperimentazioni scientifiche che sembrano imminenti. In caso di successo, le prugne Kakadu potrebbero essere coltivate, quindi, a scopi medici.
Gli studi hanno anche riscontrato la presenza, in questo frutto, di acido ellagico e gallico, due sostanze fitochimiche rare dalla potente azione anti infiammatoria.

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