Rooibos un tè contro le allergie

Non trascurate le preziose erbe in tazza! Ecco il rooibos, tè rosso dalla potente azione antiallergica, e quattro utili consigli per ognuno di voi

rooibos dentroIl rooibos è chiamato anche tè rosso, ma non si ottiene dalle foglie di Camelia sinensis come avviene per il tè verde o nero, bensì dai ramoscelli e dalle foglie frantumate e fermentate dell’Aspalathus linearis, un robusto coltivato in Sud Africa. Esistono due tipi di rooibos: rosso (fermentato) e verde (non fermentato); si differenziano fondamentalmente per il sapore, il primo più dolciastro, il secondo invece più delicato, mentre da un punto di vista chimico e delle proprietà curative non ci sono differenze.

Benefici effetti sulla salute

A questo infuso sono sempre state attribuite diverse proprietà medicinali, soprattutto nell’ambito delle allergie, in particolare contro le riniti allergiche e le dermatiti. Infatti, la presenza di flavonoidi come quercitina e rutina alleviano e riducono i sintomi del raffreddore da fieno grazie alla loro capacità di bloccare l’istamina, sostanza rilasciata dal nostro organismo in risposta agli allergeni. Inoltre, diversi centri di ricerca tra cui il Cancer Association of South Africa definiscono il rooibos come un’importante risorsa di sostanze antiossidanti e flavonoidi, sali minerali come calcio, magnesio, potassio, ferro e zinco e vitamina C. È naturalmente privo di caffeina e il suo contenuto di tannini è molto scarso. Queste caratteristiche lo rendono una vera e propria bevanda di benessere adatta a essere consumata da chiunque, anche bambini e donne incinta.

Come usarlo per prevenire

Prepararlo è semplicissimo, basta fare un infuso mettendo un filtro o un cucchiaino e mezzo di rooibos per tazza, versarvi sopra l’acqua portata a ebollizione e lasciare in infusione, coperto, per 10 minuti. È consigliato berne almeno due tazze al giorno. Dal momento che in Italia la stagione dei pollini inizia a fine marzo per protrarsi fino ai primi di settembre, sarà bene iniziare a bere il rooibos il prima possibile. Se la stagione è già inoltrata, potrà comunque essere utile per dare un po’ di sollievo a sintomi come occhi gonfi, prurito nasale e irritazione alla pelle. Si può variare il gusto del rooibos aggiungendo all’infuso già pronto la scorza di mandarino, limone o mezzo bastoncino di cannella (circa 2 cm) oppure si può aggiungere una fettina di zenzero insieme al rooibos in tazza prima di versarvi l’acqua calda.

4 CONSIGLI PER MILLE RIMEDI

Buone idee per gli sportivi

Cioccolata per chi corre
L’infuso ottenuto dalle fave di cacao (Theobroma cacao) è un’ottima bevanda per chi fa sport intensi, come la corsa e deve essere bevuto un paio d’ore prima di iniziare l’attività fisica. Le fave di cacao sono ricche di sali minerali come potassio, magnesio, calcio, fosforo, rame e ferro, di polifenoli, caffeina e teobromina. Rispetto alla polvere di cacao, sono preferibili perché più nutrienti, in quanto non sono tostate – procedimento che altera alcune sostanze – ed è presente la buccia, fonte di polifenoli e diversi minerali. L’infuso che deriva dalle fave di cacao costituisce un ottimo reintegro dei minerali persi, riduce i crampi muscolari, aumenta la resistenza alla fatica e favorisce un migliore recupero a livello muscolare. Per la preparazione dell’infuso si mettono in una tazza 4 fave di cacao frantumate, 1 cucchiaino di zucchero di canna e 3 foglie di menta. Si aggiungono circa 250 ml di acqua portata a ebollizione e si mescola fino a far sciogliere lo zucchero. Si lascia in infusione 10-15 minuti e l’infuso è pronto per essere bevuto.

Un aiuto per la dieta

Quali erbe per sgonfiarsi?
Sovrappeso e obesità spesso si associano a un accumulo di liquidi nei tessuti: la ritenzione idrica, in particolare sulle gambe ma anche nella zona addominale. Questa condizione di gonfiore che contribuisce alla percezione di essere “grassi” è molto comune soprattutto nelle donne ed è causata da diversi fattori: alimentazione, attività fisica scarsa e saltuaria e, in particolari casi, alcuni problemi di salute. Per diminuire la ritenzione idrica e favorire una corretta diuresi si possono utilizzare diverse piante come l’ortica, la betulla, l’equiseto e il ciliegio. Una buona tisana drenante, oltre alla corretta azione diuretica, dovrà assicurare il giusto equilibrio di sali minerali. Un esempio è la miscela preparata con parti uguali di equiseto (Equisetum arvense) 25 g e piccioli di ciliegio (Prunus dulcis) 25 g. Di questa miscela se ne mette un cucchiaio in una tazza, si versano circa 250 ml di acqua portata a ebollizione, si copre e si lascia in infusione per 10 minuti. È consigliato berne 2-3 tazze al giorno senza dolcificare.

Tisane e scienza

Così si aiuta la flora intestinale 
Diversi studi condotti dal Centro di Scienze Genomiche della Washington University sottolineano la stretta relazione che si instaura tra microbiota, flora batterica intestinale, e diverse patologie dell’uomo. Ad esempio, si è notato che individui obesi o con malattie allergiche hanno una composizione del microbiota alterata. Per mantenersi in buona salute è quindi importante prendersi cura anche dell’intestino e un contributo importante arriva dal mondo delle erbe medicinali. Infatti, secondo quanto pubblicato dalla Scuola di Medicina Cinese di Hong Kong, alcune erbe assunte in forma di tisana possono esercitare effetti prebiotico simili sui batteri intestinali, cioè possono favorire lo sviluppo dei ceppi “buoni” e allontanare quelli sfavorevoli. Tra queste piante troviamo alcune a noi più conosciute come la camomilla (Matricaria recutita) e il ginseng (Panax ginseng) e altre meno conosciute come la Gynostemma pentaphyllum Makino, detta anche ginseng del Sud.

Lo sapete che…

Infusi, decotti o macerati? 
Spesso si parla di tisane, decotti, infusi e macerati come se fossero dei sinonimi, quando in realtà c’è una grande differenza. Iniziamo a fare un po’ di chiarezza parlando della tisana: un estratto acquoso di erbe medicinali utilizzabile a scopo curativo, preventivo, salutistico o semplicemente per il piacere fine a sé stesso. I termini infuso, decotto e macerato corrispondono invece ai diversi metodi di preparazione che permettono l’estrazione dei principi attivi della pianta. L’infuso è ideale per le parti più delicate come fiori e foglie, sulle quali si versa dell’acqua bollente e si lascia in infusione per 10-15 minuti. Il decotto si usa per le parti legnose come cortecce e radici che vengono messe in acqua fredda, si fanno bollire 10-20 minuti e si lasciano ancora 10 minuti in infusione. E, infine, il macerato, in cui si possono usare radici, semi e fiori mettendoli in acqua fredda a macerare per alcune ore.

 

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