Giardinaggio e dintorni
Tutto quello che volevamo sapere sulle rose

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Maggio è il mese della Regina dei fiori, bellissima e spesso profumata, in grado di vivere in giardino come in vaso e di regalare colori intensi, emozioni vibranti e perfino sapori insoliti. Tanti consigli per scegliere la “vostra” varietà e farla crescere sana e vigorosa con l’utilizzo di prodotti completamente naturali.

Sapete che esistono ben 3000 specie e varietà di rose, delle quali circa 500 disponibili anche in Italia presso i numerosi vivai specializzati e i garden center? La differenza fra loro non sta solo nel colore dei fiori: ci sono rosai a fioritura unica in aprile-maggio e altri rifiorenti da settembre a novembre, a fiore semplice, semidoppio, doppio o “doppissimo” (anche con 100 petali), profumatissimi ed emozionanti oppure del tutto inodori, con “bacche” (si chiamano cinorrodi) grandi e colorate oppure insignificanti o inesistenti, a cespuglio piccolo (80 cm di altezza e diametro) o grande (anche 2 metri), rampicanti (fino a 10 metri) o sarmentose (non si arrampicano, ma i lunghi tralci vanno guidati), con o senza spine.

Ecco perché, se desiderate una nuova rosa, è importante informarsi prima sulle sue caratteristiche, in modo da scegliere la varietà giusta per lo spazio che avete a disposizione.

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Varietà trendy e facili

La moda riguarda anche le piante, rose comprese. Oggi le Tea, erette, poco folte, a fiore singolo poco profumato ma rifiorenti, sono meno gettonate, anche se alcune restano grandi classici: ‘Peace’ o ‘Gioia’, gialla e rosa, ‘Crimson Glory’, cremisi, ‘Papa Meilland’, porpora, ‘Diamond Jubilée’, crema e arancione, ‘Général Schablikine’, rosa-rosso e ‘Safrano’, color zafferano

Un po’ demodé anche le rose inglesi, che soffrono il clima torrido degli ultimi decenni, le ‘Tea variegate’, forse un po’ eccessive nelle loro maculature, e le rose da bacca, con l’eccezione di Rosa rugosa, apprezzata per i fiori rosa intenso, le “bacche” arancioni e il fogliame corrugato. Molto trendy invece le rose antiche, non rifiorenti, come: Rosa banksiae, ‘Albéric Barbier’, ‘Paul Himalayan Musk’. Oppure le rampicanti moderne: ‘Pierre de Ronsard’‘New Dawn’, ‘La Sevillana’, ‘Iceberg’. E per essere davvero up to date, si può scegliere un ibrido di Hulthemia persica con “occhio”, cioè la macchia scura alla base dei petali: la serie ‘Eyes’® propone cultivar bianche, gialle, rosa, arancioni, rosse e lavanda, tutte con occhio rosso intenso.

Rose in giardino

Quasi tutte le rose amano il sole per almeno cinque ore al giorno. Resistono alla mezz’ombra solo poche varietà, come ‘Chippendale’, ‘Edith Piaf’, ‘The Fairy’ e ‘Double Delight’, mentre nessuna può vivere in ombra. Non amano la salsedine, ma tollerano neve e gelo senza protezioni. Il tipo di terreno è abbastanza indifferente, purché sul fondo della buca venga predisposto uno strato di pietrisco per favorire il drenaggio dell’acqua.
La messa a dimora ideale va da ottobre a marzo, quando le temperature sono più fresche e le piogge più frequenti. Nel primo anno dall’impianto è necessario annaffiare con costanza; successivamente solo nei periodi di siccità prolungata. È importante non bagnare mai il fogliame, altrimenti le piante potrebbero essere colpite da mal bianco o macchia nera, due malattie fungine da contrastare con irrorazioni di propoli o sapone molle.
La concimazione si effettua con stallatico pellettato in marzo, giugno e ottobre.

In vaso sul terrazzo

Gli esemplari acquistati vanno rinvasati subito. Fanno eccezione le roselline mignon, che vivono bene in vasi da 18 cm di diametro; tutte le altre rose richiedono contenitori di almeno 32 cm, che diventano 60 cm per le rampicanti vigorose. Sul fondo del vaso è indispensabile predisporre uno strato drenante di ghiaia e utilizzare terriccio specifico per rosai. Le annaffiature devono essere regolari, soprattutto in estate. Se possibile, è utile installare un impianto di irrigazione programmata, perché l’alternanza fra siccità e umidità favorisce la comparsa del ragnetto rosso, parassita difficile da eliminare. Per contrastarlo si può utilizzare olio di Neem, evitando però di spruzzarlo sui fiori perché dannoso per le api. Per rinforzare le piante contro caldo, siccità e parassiti, è consigliato spruzzare estratto d’ortica una volta alla settimana, da marzo a ottobre.
Alla concimazione tradizionale si può aggiungere un prodotto biostimolante a base di alghe, da somministrare una volta al mese.

Recise a lunga durata

Per far durare più a lungo un mazzo di rose, immergete la base dei gambi in una bacinella con acqua e ghiaccio per circa 15 minuti. Riempite poi il vaso con acqua fredda e aggiungete mezza compressa di aspirina polverizzata. Eliminate le foglie che rimarrebbero immerse nell’acqua e recidete il gambo in obliquo a circa un centimetro dal fondo.
Collocate il vaso in una stanza fresca e non esposta direttamente al sole. Cambiando l’acqua e rifilando il taglio ogni giorno, le rose possono restare belle anche per 7-10 giorni.

Petali nel piatto

Tutte le rose sono commestibili. I petali possono essere aggiunti a crudo a tartine, insalate, poké, insalate di riso, crudité di pesce, biscotti di pasticceria e molte altre preparazioni. Possono anche trasformarsi in sciroppo, liquore (ratafià) o essenza per aromatizzare i dolci, come avviene nella cucina araba. Le bacche, invece, si utilizzano per preparare piacevoli confetture. È fondamentale usare solo rose coltivate da tempo in giardino, lontano da strade trafficate e altre fonti di inquinamento, e mai trattate con prodotti chimici.
Raccogliete solo i fiori appena sbocciati, sciacquateli delicatamente sotto l’acqua corrente e lasciateli asciugare sulla carta assorbente. Successivamente staccate i petali per utilizzarli in cucina o come decorazione dei piatti.

Preziosissima essenza

Perfino gli antichi Egizi utilizzavano l’essenza di rosa, che oggi si ricava soprattutto dalla Rosa damascena, un ibrido di Rosa gallica × moschata coltivato in Bulgaria.
Per ottenere un solo chilogrammo di essenza servono ben tre tonnellate di petali freschi.
L’olio essenziale di rosa, dalle proprietà antinfiammatorie e battericide, viene impiegato nella formulazione di colliri, profumi e numerosi prodotti cosmetici.
Diluito in acqua, dà origine alla celebre acqua di rose, un tonico delicato per la pelle del viso.

Per preparare in casa un tonico astringente: lasciate in infusione per 10 minuti 12 grammi di petali freschi in una tazza d’acqua bollente; filtrate il liquido; aggiungete il succo di mezzo limone; conservate in frigorifero; applicate mattino e sera sulla pelle pulita.  Et voilà!

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