L’agroecologia del futuro: un metodo scientifico e sperimentato sul campo

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Vincenzo Vizioli, presidente Federale dell’Aiab, interviene nella discussione seguita alla presa di posizione di un gruppo di docenti universitari che definiva la biodinamica una “pseudo scienza” e criticava altri docenti che invece si erano dichiarati disponibile al confronto

Sull'agricoltura biodinamica – scrive Vincenzo Vizioli, presidente dell’Aiab, secondo quanto riferisce un comunicato stampa dell’Associazione - abbiamo letto in questi giorni valutazioni, di una parte del mondo accademico, avventate, superficiali e certamente non sostenute da dati scientifici. Per AIAB, che ha realizzato proprio con l'Associazione biodinamica, una fondazione (FIRAB), per sviluppare la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, queste sembrano vere e proprie posizioni preconcette, che evidenziano, oltre alla scarsa conoscenza del metodo biodinamico, certamente non un'analisi scientifica cioè fondata su dati e ricerche effettuate. Stiamo parlando di un metodo, una tecnica, non una "pseudoscienza" come qualcuno che si annovera tra gli scienziati l'ha definita, più per scusarsi con i colleghi che lo avevano attaccato per aver partecipato a un convegno, quello sì scientifico, organizzato dall'Associazione Biodinamica.
Un metodo che, come l'agricoltura biologica, ha il suo fondamento nella fertilità del suolo e che si avvale in modo sistematico dei preparati biodinamici come attivatori microbiologici.
L'ambito di studio scientifico è l'agronomia, quell'area multidisciplinare dell'interazione tra pianta e suolo che la ricerca ufficiale ha dimenticato da tempo, concentrandosi su piante brevettate, erosione di biodiversità, uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi a illusoria soluzione di tutti i problemi.
Se poi qualcuno ha problemi con la filosofia antroposofica a cui il metodo biodinamico fa riferimento, possiamo discuterne e rispettarne le posizioni ma credo sia più utile e necessario concentrarsi sulla ricerca e sulla sperimentazione di un metodo che sta riscuotendo sempre più successo tra produttori e consumatori.
Va rimosso l'ottuso ostracismo del mondo scientifico avallato purtroppo dalla politica nella definizione della PAC, dei PSR e nei finanziamenti alla ricerca, verso tutto ciò che mette in discussione quel modello produttivo che crea grandi problemi alla salute e all'ambiente, legato agli interessi economici di poche multinazionali che controllano il mercato dei semi, dei pesticidi, dei farmaci e dei marchi alimentari.
E' proprio la Ricerca – conclude Vizioli - la chiave su cui costruire valutazioni e confronti seri. E' lo studio di come diversi agricoltori interpretano quel metodo e la valutazione dei risultati tecnici ed economici la base su cui implementare studi e approfondimenti da divulgare sia nel bene sia nel male, perché è sul campo che si è verificato il risultato e non in luoghi lontani dalla realtà produttiva.

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