di Chiara Tentori
Li scegliamo e usiamo ogni giorno, spesso senza porci troppe domande: creme, shampoo, detergenti, make-up. Dentro questi prodotti che coccolano la nostra pelle potrebbero però nascondersi degli ospiti indesiderati: i perturbatori endocrini. Questi composti sono presenti nell’aria, nell’acqua, nel suolo, nei cosmetici, nei detergenti e in molti oggetti di uso comune con cui veniamo in contatto. Le vie di esposizione sono diverse: possono essere inalati, ingeriti e assorbiti attraverso la pelle.
I perturbatori endocrini o interferenti endocrini sono composti sempre più sospettati di alterare i principali meccanismi endocrini, cioè ormonali, dell’organismo. Potenzialmente sono in grado di provocare danni anche se non nell’immediato perché, essendo assorbiti in dosi minime, non danno effetti di tossicità acuta.
Come agiscono i perturbatori endocrini
I perturbatori endocrini (o EDC, Endocrine Disrupting Chemicals) sono sostanze capaci di legarsi ai recettori di vari ormoni. Tra i più diffusi ci sono quelli che si legano ai recettori degli ormoni steroidei o di quelli tiroidei, o interferiscono in vario modo con questi recettori arrivando anche a sopprimerli. Qualsiasi interferenza sul sistema ormonale può avere conseguenze sulla nostra salute, influenzando il sistema riproduttivo, la crescita, la velocità d’invecchiamento o anche semplicemente i nostri livelli d’energia. Alcuni prodotti che usiamo per la nostra skincare possono contenere componenti che impattano in modo più o meno significativo sul sistema endocrino. Ecco perché, oltre ai noti interferenti già banditi per legge dai cosmetici, è utile conoscere anche le sostanze considerate “sospette” e oggetto d’indagine.
Quali sono e dove si trovano i perturbatori endocrini
L’Unione europea ha selezionato 564 sostanze sospettate di essere interferenti endocrini: di queste, 147 possono essere rintracciate nell’ambiente, 66 possono agire come interferenti endocrini, mentre 52 hanno dato scarse prove della loro tossicità. Molti di questi composti sono usati nelle formulazioni cosmetiche perché hanno determinate funzioni:
- I parabeni sono conservanti usati per impedire la proliferazione di batteri e muffe. Alcuni (come il butylparaben) sono sotto osservazione perché possono imitare gli estrogeni.
- Gli ftalati sono utilizzati per fissare le fragranze. Il dibutyl phthalate (DBP), ad esempio, è stato collegato a problemi ormonali.
- Il triclosan è un agente antibatterico presente un tempo in saponi e dentifrici. Oggi è sempre meno utilizzato per il suo potenziale effetto sul sistema endocrino.
- Benzofenoni (come il benzophenone-3) vengono usati nei filtri UV presenti in alcune creme solari e prodotti per capelli.
È bene ribadire che queste sostanze possono potenzialmente provocare danni anche se, ad oggi, la ricerca scientifica non è ancora in grado di documentare una relazione causale netta tra l'esposizione a un composto con attività endocrina e l'effetto sull'organismo umano. Occorrono ulteriori ricerche per eseguire una valutazione completa dei rischi, in particolare per quel che concerne gli effetti tossici a bassa concentrazione ma per lunghi periodi e l'effetto cocktail, ossia la miscela di più sostanze. Alcuni interferenti endocrini noti sono già stati disciplinati dalla legislazione per motivi che esulano dalla loro attività ormonale (tossicità generale, cancerogenicità, tossicità riproduttiva). In molti casi, la legge permette l'uso di alcune sostanze entro concentrazioni considerate sicure. I parabeni, ad esempio, sono regolati dall'Unione europea: alcuni sono vietati, altri consentiti entro certi limiti.
Come proteggerci?
Per metterci al riparo da potenziali sostanze dannose è fondamentale leggere la lista degli ingredienti (INCI) dei prodotti che acquistiamo: skincare, make-up, prodotti per l'igiene e la cura di corpo e capelli. In generale, più minimale è la lista dei composti contenuti, minore è il rischio di esporsi a sostanze potenzialmente pericolose. Inoltre, un minor numero di ingredienti riduce la possibilità di interazioni negative tra i composti stessi. Oggi molti brand segnalano in etichetta l'assenza di alcune sostanze con diversi claim: "senza parabeni", "senza ftalati", "endocrine disruptor-free" (non ancora regolamentato, ma sempre più diffuso). Nei box trovate, prodotto per prodotto, quali sono i perturbatori endocrini più facilmente presenti, un'utile guida per riconoscere facilmente le sostanze più "rischiose".
COME IMPARARE A LEGGERE LE ETICHETTE
Shampoo e detergenti corpo
POSSIBILI PERTURBATORI ENDOCRINI PRESENTI: SLES (Sodium laureth sulfate) e PEG (polietilenglicoli). Non sono perturbatori endocrini in senso stretto, ma durante la loro produzione industriale può formarsi 1,4-diossano come contaminante, una sostanza potenzialmente cancerogena e tossica per l’ambiente, quindi decisamente da evitare. Ftalati (nascosti sotto la dicitura “parfum” o “fragrance”).
PERCHÉ SONO AGGIUNTI: I tensioattivi schiumogeni (SLES e PEG) rendono il prodotto più “efficace” e gradevole al tatto. I profumi sono un richiamo sensoriale.
COME EVITARLI: Optate per prodotti senza profumo sintetico, prediligete shampoo eco-bio e usate app o database affidabili per decifrare le formule.
Creme viso
POSSIBILI PERTURBATORI ENDOCRINI PRESENTI: Parabeni (methylparaben, propylparaben, butylparaben). Phenoxyethanol (meno discusso, ma spesso usato come alternativa ai parabeni).
PERCHÉ SONO AGGIUNTI: Servono a conservare il prodotto e impedirne la contaminazione batterica o fungina.
COME EVITARLI: Scegliete creme con conservanti alternativi (come sodium benzoate o potassium sorbate) o certificate bio/naturali. Verificate l'INCI e cercate prodotti con il claim "senza parabeni".
Rossetti e gloss
POSSIBILI PERTURBATORI ENDOCRINI PRESENTI: BHA (butylated hydroxyanisole), antiossidante sintetico. Studi su animali hanno mostrato alterazioni ormonali, in particolare effetti estrogenici (cioè imita o altera l'attività degli estrogeni). Parabeni (methylparaben, propylparaben, butylparaben). Fragranze artificiali.
PERCHÉ SONO AGGIUNTI: Per migliorare la texture, la tenuta e la profumazione del prodotto.
COME EVITARLI: Cercate rossetti naturali o biologici, con pochi ingredienti e privi di profumazioni. Attenzione ai rossetti "long lasting", spesso più ricchi di sostanze chimiche. Il claim "senza siliconi/parabeni" è un buon indizio.
Smalti per unghie
Negli smalti può essere presente la formaldeide, un composto non classificato come perturbatore endocrino ma potenzialmente tossico.
POSSIBILI PERTURBATORI ENDOCRINI PRESENTI: Ftalati (soprattutto il DBP - dibutyl phthalate). Toluene, può compromettere la fertilità e lo sviluppo del feto.
PERCHÉ SONO AGGIUNTI: Servono a rendere lo smalto fluido, brillante e duraturo.
COME EVITARLI: Cercate smalti con i claim "3-Free", "5-Free" o "10-Free" che indicano l'assenza dei composti più controversi. Oggi esistono anche smalti con formule più "naturali", più sicuri per chi li usa regolarmente e per le donne in gravidanza.
OCCHIO AI SILICONI!
Controllate se creme, shampoo, rossetti contengono siliconi (esempio dimethicone). Questi composti possono creare una barriera occlusiva su pelle, capelli e labbra. Se possibile meglio evitare.
Come leggere l'INCI
Dal 1997, per legge, i cosmetici devono riportare tutti gli ingredienti in ordine decrescente, descritti con un particolare linguaggio tecnico definito INCI (International Nomenclature Cosmetics Ingredients). Questa sorta di dizionario cosmetico, obbligatorio in Europa e applicato in quasi tutto il mondo, prevede l'uso di due lingue: l'inglese per gli ingredienti sintetici (esempio Hydrogenated Castor Oil - olio di ricino idrogenato, trattato in laboratorio) e il latino per quelli naturali e botanici (esempio Aqua - acqua).




