Il cinema come un buon vino


Attore e regista di successo, Sergio Castellitto racconta nei suoi film la vita di oggi con grande lucidità e ironia

Il talento non basta. Sergio Castellitto lo sa bene e a quel fattore innato che lo ha reso un attore e un regista di successo ha sempre aggiunto un lavoro intenso e minuzioso, che segue una linea indipendente e rincorre storie e ruoli mai banali. Il risultato? Numerose pellicole belle e profonde, come l’ultima messa in campo, La bellezza del somaro. Un film, scritto da sua moglie Margaret Mazzantini, che sotto la patina della commedia dice molto sulla realtà, dove ciascuno può ritrovare un po’ di se stesso. Nella vita di tutti i giorni Castellitto è un padre tradizionale di ben quattro figli e un marito realizzato. Lo abbiamo incontrato a Bologna e abbiamo fatto con lui una piacevole chiacchierata.

Le pesa dirigere e recitare allo stesso tempo?

No, lo considero un privilegio. Il solo ruolo di attore non mi basta più. Certo mi piace recitare perché è un gesto liberatorio, prima pensi molto, poi quando sei in scena agisci quasi in maniera naturale, ma mi piace anche “controllare” tutto e soprattutto amo l’idea, come in questo caso, di infilare dentro al film una riflessione, talvolta anche con un pizzico di tristezza, che è la grande lezione della commedia.

Quindi lei ama un cinema impegnato anche se con il sorriso

Il cinema, soprattutto in questo periodo, sta soffrendo molto e pur a fatica va avanti. Ma il pubblico va più volentieri a vedere il film se c’è dietro un pensiero. È come un buon vino. Anche dopo che l’hai bevuto, resta in bocca il suo retrogusto.

Chi cucina oggi in casa sua?

Mia moglie Margaret è bravissima. Lei fa due cose molto bene, scrive e cucina. I suoi piatti forti sono i timballi, ma sono buonissimi anche i menu a base di pesce. Per i dolci, invece, ci pensa mio figlio Pietro.

Le piacciono le contaminazioni in cucina?

Credo che la contaminazione sia la base della democrazia. Dieci anni fa a Parigi era una cosa molto diffusa e da noi sembrava una novità. Oggi, per fortuna, la cucina giapponese, cinese, africana, fanno parte anche della nostra cultura.

Ha interpretato anche un ruolo nel film Ricette d’amore di Sandra Nettelbeck, una pellicola molto culinaria

C’è una frase detta dal mio personaggio nel film che mi trova molto d’accordo: “Non c’è dubbio che i profumi, i sapori, gli assaggi nel piatto dell’altro sono tutti movimenti di seduzione. Infatti, una delle prime cose che si chiede a una donna è quella di andare a cena insieme, cioè di condividere il cibo”.

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