Vini forti al femminile


Elisabetta Foradori, donna di grande personalità, ha saputo valorizzare l'azienda trentina di famiglia apportando continui cambiamenti, agricoltura biodinamica compresa. Risultato: i vini prodotti sono vere perle enologiche apprezzati anche dai palati più esperti

Elisabetta Foradori è tra le figure femminili più conosciute del vino italiano. Tenace e volitiva, ha sfruttato il suo carattere senza compromessi per far conoscere al mondo intero il Teroldego, rosso ottenuto dall’uva omonima. Originario dei Balcani e giunto chissà come sui terreni alluvionali dei comuni di San Michele all’Adige, Mezzocorona e Mezzolombardo, il teroldego è un’uva vigorosa e produttiva che dà vita a rossi o rosati deliziosi, un po’ rustici, decisamente apprezzati in loco. Elisabetta ha l’intuizione: con un’agricoltura volta alla qualità più che alla quantità la stessa uva può dare vini di valore mondiale. Coadiuvata e sostenuta dalla madre Gabriella, entra nell’azienda di famiglia nel 1985, ancora giovanissima, dopo aver compiuto studi enologici. Vuol cambiare le cose, e per questo si applica in sperimentazioni tra vigna e cantina fatte rivoluzionando quelle che erano le pratiche tradizionali locali: così ottiene risultati straordinari.

Partendo dal teroldego…

Il suo vino base è il Foradori Teroldego Rotaliano (euro 15 - questo e i successivi sono prezzi medi di vendita). Si tratta di un rosso delizioso, dai profumi di piccoli frutti rossi, mandorla e melograno che si fondono con un palato pieno e scorrevole. L’altro è il Granato (euro 40), il sogno di una vita: note olfattive di mirtilli, spezie e more di rovo da ritrovare in un sorso pieno, di notevole profondità. A questi affianca anche un originale bianco ottenuto da uve incrocio Manzoni, il Myrto (euro 15) e introduce il concetto di “cru” vinificando e imbottigliando separatamente le uve teroldego provenienti dai vigneti Morei e Sgarzon. Dalla seconda metà degli anni ’90 il successo è travolgente. Eppure Elisabetta è inquieta, capisce che qualcosa non è ancora come lei vorrebbe. Coraggiosamente rimette tutto in discussione. Si avvicina alle pratiche biodinamiche e le mette in pratica a partire dai primi anni del nuovo secolo. Salta qualche annata di Granato, allarga la base ampelografica dell’azienda, sperimenta nuovi metodi di vinificazione usando delle anfore fatte giungere apposta dalla Georgia.
Il risultato? I rossi si arricchiscono ancor più di dettagli e sottigliezze, dando vita a vini di smagliante naturalità. Al Myrto si affianca un altro vino, il Fontanasanta Nosiola (euro 22) che all’assaggio rileva profumi di nocciola e fiori di campo in un palato tattile e coinvolgente.

Dove si trova
Foradori si trova a Mezzolombardo (TN), in via Damiano Chiesa 1,
tel. 0461601046, www.elisabettaforadori.com

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