5 domande su... cannella
Cannella è tutta uguale?


Il suo aroma è parte integrante di molte preparazioni dolci ma anche salate. Ha tante proprietà terapeutiche ma va consumata nelle giuste dosi

Da dove proviene?

Si ricava dalla corteccia essiccata di un gruppo di piante della famiglia delle Lauraceae. In commercio se ne trovano due varietà. La cannella di Ceylon, detta anche cannella Regina (Cinnamomum zeylanicum o Cinnamomum verum) più delicata di gusto e pregiata, proviene soprattutto da Sri Lanka, Birmania e India. La cannella cinese (Cinnamomum cassia), di pregio inferiore, deriva da piante adulte, è meno aromatica e ha un colore più scuro.

Che principi attivi contiene?

Fornisce numerosi principi attivi protettivi fra cui polifenoli, terpeni e oli essenziali. Una delle sue componenti è però sotto osservazione perché in dosi elevate può avere effetti dannosi. Si tratta della cumarina, sostanza cui deve il suo tipico aroma, presente in forme differenti in diverse piante e dotata di numerose proprietà farmacologiche. La cannella di Ceylon ne contiene solo 0,02 mg per chilo, mentre in quella cinese può raggiungere una concentrazione fra i 2 e i 4 g. La dose quotidiana di cumarina che sarebbe meglio non superare secondo l’Istituto tedesco per la valutazione della sicurezza alimentare è di 0,1 milligrammi per chilo di peso corporeo (circa 6 mg per una donna di peso medio). Un dosaggio che nei bambini può essere oltrepassato se si usano spesso biscotti, bevande e altri prodotti industriali preparati con la cannella cinese. Meglio quindi preferire ricette casalinghe realizzate con la cannella di Ceylon.

Quali sono le sue proprietà?

La tradizione erboristica suggerisce la cannella in forma di infuso, come digestivo e tonico, a fine pasto, in caso di affaticamento, gonfiori e pesantezza di stomaco. Diverse ricerche ne confermano l’effetto ipoglicemizzante. La cannella ha, inoltre, proprietà fluidificanti del sangue, grazie alla cumarina, e aiuta a combattere le infezioni delle vie respiratorie e del cavo orale. La medicina ayurvedica consiglia una bevanda con latte, cannella e cardamomo come ricostituente contro la stanchezza e raccomanda la spezia per stimolare il metabolismo lento, combattere il freddo e il raffreddore. Meglio però non usarla se si hanno infiammazioni in atto.

Come si utilizza?

La prima regola, valida, del resto, per tutte le spezie, è utilizzarla con parsimonia. Nel menu dei bambini sotto i due anni è preferibile evitarla. In piccole quantità, la cannella contribuisce a rafforzare la memoria del gusto e aiuta a rendere indimenticabili diverse ricette salutari a base di frutta, fra cui frullati e composte. Si può mescolare a poco miele e/o burro, ricotta, yogurt denso, semi oleosi ridotti in purea, per creare ottime creme da spalmare sul pane per la prima colazione. Si utilizza anche per aromatizzare pietanze salate. È deliziosa, in particolare, in aggiunta a legumi e verdure stufate, torte e timballi di ortaggi.

Quale scegliere?

Sulle confezioni della spezia è obbligatorio dichiarare se si tratta di cannella di Ceylon o quella cinese, cosa che non trovate nei prodotti industriali in cui spesso le due varietà sono miscelate. Altro consiglio è preferire i bastoncini di corteccia interi che garantiscono una migliore conservazione dei principi attivi. La cannella in polvere è pratica per aromatizzare a crudo diverse preparazioni. È importante che non sia addizionata a zucchero o altri dolcificanti e abbia una data di scadenza lontana.

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