Giardinaggio e dintorni
Lunga vita alle piante di Natale! Consigli per mantenerle belle a lungo

Come curare le piante di Natale: consigli utili
foto: Unsplash

I consigli utili di un florovivaista per godere della bellezza di stelle di Natale, ficus e agrifogli, il più a lungo possibile.

Hanno riempito di colore le nostre case e i terrazzi durante le feste. Ora è il tempo di dedicargli qualche attenzione in più. Ecco tutti i trucchi per capire come curare le piante di Natale e mantenerle belle a lungo. Grazie alla consulenza di Davide Michelini, florovivaista a Borghetto Santo Spirito (Savona) e vicepresidente dell’Associazione Italiana Centri Giardinaggio (Aicg) ci siamo addentrati nel magico mondo delle piante natalizie, meraviglie delle feste (e oltre).

COME CURARE LA STELLA DI NATALE

L’Euphorbia pulcherrima o poinsettia, pianta messicana amatissima dagli Atzechi, già verso febbraio inizia a perdere alcune foglie, entrando in un periodo di riposo. I rami sono a volte semispogli e qualcuno crede che vada gettata. Assolutamente no: basta tagliare i rametti a circa 10 cm di altezza verso maggio e mettere la pianta in una stanza più fresca (mai all’esterno: il freddo la ucciderebbe), innaffiandola poco. Quando iniziano a comparire nuovi germogli, la stella di Natale ormai “risvegliata” va bagnata più spesso (evitando però il ristagno idrico) e concimata una volta al mese. Con l’arrivo del caldo, potrà essere spostata sul balcone, al riparo dal vento. Per farla rifiorire, in autunno va riportata in casa tenendola per almeno 14 ore al buio (no luce elettrica): inizierà a colorarsi presentando le tipiche foglie rosse che circondano i minuscoli fiori.

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COME CURARE LA PERNEZIA

La Gaultheria (o Permettya) mucronata è un arbusto sempreverde dalle grandi bacche bianche, rosa o violacee. Nel periodo di Natale si tiene spesso in casa perché è molto decorativa ma in realtà deve stare al freddo visto che proviene dai boschi delle Ande. Mettiamola quindi sul balcone a godere dell’inverno, bagnandola abbastanza spesso ma evitando accuratamente il ristagno nel sottovaso, perché in natura cresce nei declivi dove l’acqua scorre via. Ama la mezz’ombra ed è un’acidofila. D’inverno può non essere concimata, mentre dalla primavera in poi è meglio usare un concime per acidofile. È molto decorativa anche la Gaultheria procumbens con bacche rosso vivo, viene dal nord America ed è chiamata anche Tè del Canada. Per prolungare la sua vita sul balcone valgono le stesse regole della pernezia.

COME CURARE IL FICUS GINSENG

Tra i regali di Natale spesso figura questa pianta dalle piccole radici nodose e dalla forma di un mini alberello. Il Ficus microcarpa ‘Ginseng’ è un bonsai da principianti, perché è facilissimo da coltivare. Resiste agli shock termici o idrici, per cui se per una volta prende un po’ di freddo o troppa acqua, riesce a riprendersi. Originario dell’Asia, sta benissimo in
un appartamento al caldo. Necessita di tanta luce e poca irrigazione. Bagnate solo quando il terriccio è asciutto e da primavera concimate a piccole dosi frequenti.

COME CURARE L'AGRIFOGLIO

La pianta talismano degli antichi Romani veniva collocata vicino a casa per tenere lontani i malefici. Oggi basta tenerla sul balcone per godere della magia delle sue bacche rosse. L’agrifoglio o pungitopo è un sempreverde resistente e non teme il freddo. Poiché cresce in natura in terreni di montagna aridi tra le rocce, non ama ricevere troppa acqua, soprattutto d’inverno. Va concimata una volta al mese a partire dalla primavera. Una varietà con tantissime bacche e meno spinosa è la Ilex aquifolium ‘Nellie Stevens’.

COME CURARE L'ELLEBORO

Detto anche Rosa di Natale perché sboccia da dicembre in poi, l’elleboro è una pianta da sottobosco che ama stare all’aperto. Quindi, dopo le feste, il classico Helleborus niger dai petali bianchi e dalle antere gialle (ma anche le altre varietà) va assolutamente spostato sul balcone. La posizione migliore è in ombra o mezz’ombra. D’inverno va bagnato poco, lasciando asciugare il terriccio tra un’innaffiatura e l’altra. Si concima a partire dalla primavera. L'Helleborus orientalis è tra i più graziosi, con i petali rosa punteggiati di rosso.

COME CURARE GIACINTI E AMARYLLIS

“Non si chieda agli ibridi di fiorire due anni di seguito, se non si vogliono avere delusioni”, diceva il grande giardiniere Ippolito Pizzetti. Giacinti e amaryllis vengono spesso forzati per fiorire durante le feste. Una volta sfioriti, possiamo tentare
di offrire loro una seconda vita, disotterrando il bulbo e riponendolo in un sacchetto per il pane al buio per un periodo di riposo vegetativo. In autunno possono essere rimessi in vaso, interrati fino alle spalle, sperando in una rifioritura.

Di Maria Tatsos

Lunga vita alle piante di Natale! Consigli per mantenerle belle a lungo - Ultima modifica: 2026-01-16T10:41:58+01:00 da Redazione

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