Vuoi bene al tuo stomaco?


Consigli dietetici e stili di vita per aiutare il nostro apparato digerente a svolgere la sua funzione nel migliore dei modi, senza fastidi e disturbi

Bruciori, acidità, senso precoce di pienezza o di pesantezza, anche fastidio, eruttazioni, nausea sono i sintomi più comuni quando lo stomaco non lavora bene. Possiamo distinguere due grandi classi di disturbi gastrici. La prima è di tipo funzionale, come nel caso della dispepsia, la seconda invece è organica, e presenta delle alterazioni a livello della parete gastrica. È il caso di gastriti e ulcere. Molto spesso la seconda è conseguenza della prima, cioè un cattivo funzionamento che protratto nel tempo genera danni agli organi digestivi. Spesso alla base della cattiva funzionalità gastrica c’è una situazione psichica di tensione, di ansia, dovuta ai ritmi serrati che la vita ci impone. Non dimentichiamo la nostra origine biologica che ci classifica come animali: l’organismo nelle condizioni di stress attiva i sensi e i muscoli che possono servirci alla fuga o all’aggressione, quindi se da una parte aumenta l’afflusso del sangue agli arti, dall’altra vengono messe a risparmio le attività viscerali come le digestive.

Occhio ai segnali

È logico, quindi, che il primo passo sia quello di intervenire sullo stile di vita. Chi si lamenta del panino “che mi si è bloccato sullo stomaco tutto il pomeriggio”, forse non pensa che lo ha ingurgitato in due bocconi mentre parlava con i colleghi senza accorgersi del sapore o quasi. Per digerire bene è importante scegliere dei cibi adatti al tipo di giornata. Se passiamo il pomeriggio seduti davanti al computer, è meglio scegliere dei piatti semplici e leggeri, come un pesce alla piastra con verdure. E ricordarsi di mangiare lentamente, gustando le pietanze e masticando bene. Se si mangia troppo velocemente, infatti, non si lascia alla bocca il tempo di scomporre i cibi trasformandoli in bolo alimentare attraverso l’azione meccanica dei denti e l'azione chimica della saliva. Lo stomaco dovrà fare una fatica in più, col risultato di rallentare i tempi della digestione. Bisogna imparare a considerare la bocca come il primo organo della digestione (lo dicevano già i Romani!), dove avvengono processi molto importanti, e non solo come la via di entrata del cibo. Ed è l’unico organo, in un certo senso, che possiamo comandare direttamente anche se ci dimentichiamo di farlo. Abbiamo visto che uno stile di vita più sano, comprendente l’attività fisica che stimola tutta la muscolatura addominale e scarica lo stress, è fondamentale per la salute dello stomaco. Nel passato, invece, l’approccio è stato quasi unicamente dietetico, con consigli e prescrizioni che alla luce delle conoscenze di oggi non hanno più ragione di essere. Per il trattamento dell’ulcera, tipico è l’esempio della cosiddetta dieta blanda, decisamente ripetitiva e triste che però non fa guarire prima di una dieta normale e bilanciata. Oppure è il caso della dieta a base di latte, burro e panna, considerati alimenti tampone in grado di contrastare l’eccessiva acidità, lesiva per le pareti gastriche. Si è visto che l’effetto tampone è transitorio e che il calcio, contenuto in abbondanza nei latticini, stimola a lungo la produzione dei succhi gastrici, ottenendo così un effetto contrario da quello desiderato. Eppure, in qualche modo la “dieta in bianco” resiste ancora. Delle ricerche hanno  invece sottolineato il ruolo benefico del consumo di alimenti non raffinati (cereali e legumi) e di acidi grassi polinsaturi (proveniente dagli oli e dal pesce) che sarebbero in grado di stimolare la produzione di prostaglandine, sostanze protettrici della mucosa gastrica. Via libera, per un uso sporadico e in quantità limitata, anche al peperoncino e alle spezie, bandite per lungo tempo agli ulcerosi, così come ai succhi e alle spremute di frutta.

Mangiare per star bene

Ancora una volta la scelta migliore è una dieta bilanciata e varia ma con un pizzico di consapevolezza in più. Mangiar bene significa anche saper aiutare lo stomaco scegliendo cibi e bevande a seconda delle loro caratteristiche. Quelli poco grassi facilitano lo svuotamento gastrico, per esempio, e sono preferibili per chi ha uno stomaco pigro. Chi soffre di acidità o ha qualche danno alle mucose, farà bene a non consumare tutti i giorni sostanze irritanti come l’alcol e il caffè, o che creano particolare acidità come il pomodoro. In ogni caso, è bene ricordare che in questo campo esiste un’enorme variabilità personale. Soggettività che però non vale per certe sostanze finora indicate dalla medicina ufficiale come cause o consause delle malattie dello stomaco. Si tratta di fumo, alcol e Fans come l’aspirina. Ovviamente i danni si producono con un uso continuativo e protratto nel tempo.

Come digerire meglio

•    Ricordarsi che gli alimenti grassi, fritti o molto piccanti, le bevande gassate, la caffeina e l’alcol possono accentuare i problemi digestivi e peggiorare i sintomi quali bruciore, digestione lenta, pesantezza…
•    Evitare pasti abbondanti e il mangiucchiare continuo. Meglio, fare pasti leggeri con spuntini a base di frutta.
•    Mangiare a orari regolari, e cercare di cenare presto.
•    Masticare bene ogni boccone assaporandone il gusto. Rilassarsi e godersi il momento.
•    Durante i pasti, limitare il consumo di bevande se avete una sazietà precoce. È però importante bere in abbondanza durante il giorno.
•    Fate attenzione alle azioni che favoriscono l’ingestione di aria, causa di eruttazioni, come mangiare in fretta, fumare,masticare gomme e caramelle, bere bevande gassate.
•    La posizione eretta favorisce i movimenti peristaltici verso il basso, evitare perciò di coricarsi prima di due ore dopo il pasto. Dopo mangiato meglio fare una passeggiata.
•    Controllare il proprio peso e fare attività fisica 2-3 volte alla settimana.

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