A tavola con: Paolo Kessisoglu e Sabrina Donadel

Vegetariano è bello finché piace!

Foto di Roberto Salomone

Per Paolo Kessisoglu, famoso comico televisivo e la moglie Sabrina Donadel, anch’essa impegnata in vari programmi tv, la scelta vegetariana è nata spontanea dopo l’arrivo della loro figlia, per vivere con più salute e consapevolezza

Attore, conduttore televisivo, chitarrista, comico, difficile non essersi mai imbattuti in Paolo Kessisoglu: da Camera Cafè a Le Iene, dal Festival di Sanremo a film come Immaturi di Paolo Genovese e l’esilarante accoppiata Luca e Paolo con Luca Bizzarri. Sempre ironico e leggero, ma di quella leggerezza che si basa su cultura e consapevolezza, che è il segreto della vera comicità. Consapevolezza che si riscontra anche nella vita personale di Paolo che, “iniziato” dalla moglie Sabrina Donadel, anch’essa conduttrice e autrice televisiva, ha fatto da anni la scelta vegetariana. È quindi con grande piacere che intervistiamo Paolo e Sabrina per parlare di cibo e di tutto un po’

Ti sei mai occupato di cibo alla trasmissione Le Iene?

Paolo. Ci è capitato, in seguito a delle segnalazioni, di fare indagini ad esempio sui prodotti distribuiti nelle mense. Ricordo di verdure confezionate che non erano risultate proprio il massimo in fatto di igiene e norme della conservazione.

Sei mai ricorso al cibo come elemento di comicità?

Paolo. Sarebbe un’ottima idea, perché grazie ad essa si possono veicolare informazioni e comunicare concetti senza fare crociate, che detesto. Chi fa comicità non sale in cattedra e il suo pubblico è rilassato, senza preconcetti e molto più disponibile ad ascoltare e magari poi elaborare in proprio. Mi piacerebbe affrontare con lo strumento della comicità tanti aspetti del cibo, mettere in discussione anche il vegetarianesimo, il veganismo, il biologico e l’integralismo che spesso caratterizza chi fa queste scelte, allontanando inevitabilmente chi si nutre in modo tradizionale e spesso acritico. Sono per assurdo molto più aperti certi onnivori intelligenti che alcuni vegetariani o vegani che hanno fatto questa scelta per moda.
Sabrina. Essere coerenti con se stessi è importante, ma senza esagerare. Io sono arrivata a essere vegetariana spontaneamente grazie al fatto che vivevo in campagna, i miei avevano l’orto, che è ancora il nostro fornitore di fiducia! Ma ognuno deve poter fare il proprio percorso.

Secondo te, Paolo, le trasmissioni televisive sul cibo aumentano la consapevolezza sull’argomento?

Paolo. La televisione ha indubbiamente grandi potenzialità, anche se non riscontro una grande qualità: è più facile fare trasmissioni che riscuotono l’approvazione della maggioranza degli spettatori, che quindi “funzionano”, che non programmi su scelte innovative non immediatamente alla portata di tutti.

Che trasmissione faresti su cibo e dintorni?

Paolo. Magari programmi, come quelli che ho visto su alcuni canali esteri, non specifici sul cibo, ma in cui si parla anche di questo, come telefilm, commedie, sit com. Punterei poi sull’evoluzione e i cambiamenti delle abitudini alimentari e mi piacerebbe sfatare il mito che il vegetariano ha poca scelta: è l’onnivoro medio della massa che ha davvero poca scelta, perché la cucina vegetariana è creativa ed estremamente varia. E far notare questa cosa facendo ridere potrebbe aprire davvero delle porte a qualcuno. Io e mia moglie, ad esempio, quando è nata nostra figlia abbiamo fatto una scelta vegetariana, realizzando così un grande regalo a noi e alla nostra bambina.

È stata quindi Sabrina ad aprirti la porta di questa nuova alimentazione?

Paolo. Sì, anche se neppur lei era vegetariana, e io ne sono stato entusiasta fin dall’inizio: ci siamo conosciuti alla fine del 2002 e dopo un anno circa di dieta onnivora, quando era in arrivo la nostra bambina, abbiamo fatto questa scelta. Sabrina si è informata, si è messa ai fornelli, ha sperimentato: la vedevo contenta di provare un nuovo tipo di alimentazione.

Sabrina come sei arrivata a maturare la scelta vegetariana?

Sabrina. Leggendo e informandomi e anche lavorando: uno dei miei primi servizi giornalistici, quando avevo vent’anni, è stato proprio sul biologico e il biodinamico. Ed è una scelta di salute, ecologica, etica e soprattutto di buon senso, oltre che di buon gusto!

Scegliendo una dieta vegetariana per vostra figlia avete dovuto affrontare critiche?

Paolo e Sabrina. Certo, ci dicevano che non era giusto prendere delle decisioni così importanti per nostra figlia, ma noi facevamo notare che anche optare per la scelta onnivora è prendere una posizione. Comunque anche la scuola steineriana che lei frequenta l’ha aiutata a non sentirsi “emarginata”.

Paolo, hai notato dei cambiamenti nella tua forma fisica con la svolta vegetariana?

Paolo. Intanto ho perso un bel po’ di chili, anche perché la mia vita vegetariana ha coinciso con la mia vita di coppia e con la fine dell’aperitivo sistematico, micidiale per la linea. Per il resto, faccio solo un esempio: ero da poco vegetariano e neofita della bicicletta e in una salita ho lasciato indietro tutti i miei compagni di corsa che invece volevano farmi schiattare!

Un pensiero conclusivo?

Sabrina. La speranza che si facciano sempre di più scelte alimentari consapevoli e che si riscopra la gioia della semplicità e delle piccole cose.
Paolo. L’idea che è bene sempre interrogarsi su tutto, anche sulla propria alimentazione e stile di vita, ricordandosi che nessuna scelta è definitiva.

 

 

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