Una tazzina di caffè bio

C’è chi lo ama ristretto, chi lo beve lungo, chi lo preferisce macchiato o decaffeinato: il caffè è un piacere da concedersi, a piccole dosi, per ricaricarsi e anche mantenersi in salute. Se poi è prodotto in modo biologico e nel rispetto dell’uomo e della natura, ancora meglio. Scopriamone di più…

Cosa differenzia un caffè biologico da uno convenzionale? Ha lo stesso buon sapore e aroma?

La produzione è ottenuta senza concimi di sintesi e senza pesticidi, e questo è garantito dalla certificazione biologica. Per quanto riguarda la trasformazione, quando l’azienda lavora sia caffè di coltivazione biologica che non, deve avere linee produttive differenti o, in alternativa, deve separare le due produzioni sanificando adeguatamente l’impianto prima della lavorazione del prodotto non trattato. Tra i caffè biologici si trova sia la qualità arabica, più aromatica e con meno caffeina, sia quella robusta, dal gusto pieno ma più scarica di profumi, che miscele di entrambe, anche di diversa origine geografica. Un buon caffè biologico è gradevole quanto quello convenzionale: prestando attenzione alla qualità, si ritrovano gli stessi aromi e retrogusto, e si forma ugualmente una buona crema.

Come si ottiene il decaffeinato bio?

Nella produzione biologica la decaffeinizzazione con solventi chimici non è ammessa. L’estrazione della caffeina può avvenire invece con due diversi processi: utilizzando acetato di etile, con cui si lavano i chicchi estraendo la caffeina senza lasciare residui, oppure con acqua calda e vapore acqueo. All’estero, nel biologico, è diffusa anche l’estrazione con anidride carbonica. La decaffeinizzazione si effettua sempre sul caffè verde per non alterare le qualità organolettiche conferite dalla torrefazione. Così anche il contenuto di antiossidanti, vitamine e potassio resta invariato. Il decaffeinato deve contenere meno dello 0,1% di caffeina, quando nel caffè normale va dall’1 al 3%.

In quali formati è possibile acquistarlo?

Più o meno in tutti: in grani, macinato per la moka, in cialde per l’espresso, solubile, decaffeinato.

Che cos’ha in più se “equo e solidale”?

Questo tipo di scelta garantisce ai produttori una stabilità di prezzo e un contratto di lunga durata. Inoltre le Organizzazioni del commercio equo e solidale svolgono un’azione di formazione dei coltivatori, fondamentale per affrontare le nuove sfide del mercato in modo competitivo. In effetti, la maggior parte del caffè equo e solidale è anche biologico, e la coltivazione bio del caffè è molto più impegnativa rispetto a quella convenzionale. I caffè del commercio equo si posizionano nella fascia alta e medio alta per qualità e nella fascia media per quanto riguarda il prezzo.

È vero che il caffè fa bene alla salute?

Gli antiossidanti presenti nel caffè conferiscono proprietà protettive nei confronti di alcuni tumori, dell’asma e dell’Alzheimer. Uno studio svedese ha dimostrato che con due tazze di caffè al giorno si registra una riduzione del 43% del rischio di tumore epatico. Il segreto sta nell’acido clorogenico e negli antiossidanti. Sempre se non si esagera!

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