Tornare in forma dopo le vacanze


La vacanza è fatta anche di piccoli e grandi peccati di gola. Così può succedere, al ritorno, trovarsi un po’ appesantiti. Ecco sette regole d’oro per rimettersi in forma senza eccessivi rigori

Chi non ha ceduto alle tentazioni delle specialità locali, delle fritture, dei dolciumi, dei gelati? Chi non ha subìto i pranzi e le cene degli alberghi, magari allettanti ma non sempre corrispondenti alle norme dietetiche? La vacanza è fatta anche di strappi alla regola, di piccoli e grandi peccati di gola. Tornati a casa, però, si fanno vivi i sensi di colpa: qualche chilo in più sulla bilancia, o abiti che non chiudono perfettamente, o brufoli che affiorano. O semplicemente la preoccupazione di non sentirsi abbastanza in forma, nell’affrontare la stagione più fredda.
Il rientro dalle vacanze è il momento dei buoni propositi: “dalla settimana prossima, palestra e dieta!”.
Meglio comunque di un regime fatto di divieti e rigori, difficili da mantenere nel tempo, è un’alimentazione elastica, basata sul buon senso e su quel che è il significato originario della parola dieta, cioè un modo di vita sano. Ecco le 6 regole d’oro per rimettersi in sesto.

1-    “Pensa” prima il tuo pasto e combinalo bene. Arrivare a casa affamati e stanchi, aprire il frigo e cominciare a mangiare, poi assaggiare un’altra cosa, e un’altra ancora, un po’ alla rinfusa: ecco la ricetta per assumere cibi magari ottimi ma poco compatibili tra loro, quindi poco digeribili e poco salutari. Oppure, al ristorante, lasciarsi suggestionare dal maitre e mangiare passivamente una serie di piatti, o lasciarsi tentare dall’aspetto o profumo di una pietanza esposta, o servita al tavolo accanto. Non è detto infatti che occorra seguire un regime strettamente programmato o inflessibile. Ma è pur sempre possibile conciliare le corrette combinazioni alimentari con la gola e l’ispirazione subitanea. Basta optare per uno dei due: pasto prevalentemente proteico o pasto prevalentemente amidaceo (a base di cereali).
2-    Ogni giorno, vegetali crudi. La vita in ambienti chiusi e sottoposti a vari tipi di stress “brucia” più rapidamente le nostre scorte di vitamine e sali minerali. Quindi, meglio provvedere ad una buona scorta ogni giorno, con abbondanti verdure e insalate crude, e con frutta fresca. Inoltre, questi alimenti assicurano anche un buon apporto di fibre, un argomento spinoso specie per chi è costretto a mangiare spesso fuori casa. Il momento migliore: prima del pasto, per migliorare la digestione, regolare l’appetito, assicurare un assorbimento ottimale. La regola “crudo all’inizio di ogni pasto” lascia ampi spazi alla fantasia e alla creatività; le possibilità di combinazione tra colori e gusti sono quasi infinite.
3-    Non mangiare cose che non ti piacciono. Sembra che i cibi sgraditi alla sensibilità tutta individuale e irripetibile delle papille gustative di ognuno di noi siano all’ordine del giorno, non solo nelle diete ma anche nei menu consumati in famiglia. Allora, via libera a tutti gli stravizi? Non proprio. Piuttosto un più attento ascolto alle proprie esigenze, ad un sano istinto. E magari una rinuncia ai pregiudizi alimentari. Molto spesso infatti si fa come i bambini, si dice: “non mi piace” ancor prima di essersi dati la possibilità di apprezzare veramente un alimento, di averlo assaggiato più volte, nelle sue varie forme e preparazioni culinarie.
4-    Non mangiare mai senza vera fame. Questo è un consiglio valido soprattutto per chi tende ad accumulare qualche chilo di troppo, ma può tornare utile anche a chi si sente spesso gonfio e stanco. L’orario fisso per il pasto può infatti avere una vera violenza sull’organismo, così come l’obbligo, inculcatoci sin da bambini, di finire per forza tutto quello che si trova nel piatto. Perché non sentirci liberi di spizzicare quando ne abbiamo voglia? Non è affatto detto che ciò sia poco salutare, perché l’alternativa a patatine e ai cioccolatini esiste: frutta fresca, semi oleosi, cracker integrali, yogurt e altro ancora. A volte si mangia all’ora stabilita, e oltre le reali necessità, perché si teme di patire la fame nelle ore successive, prima del prossimo pasto a orario fisso. Sapere di poter sgranocchiare qualche cosa anche fuori pasto potrà essere un aiuto psicologico.
5-    Mangiare tutte le volte che hai fame. Questa regola è una diretta conseguenza di quella precedente. Uno dei vantaggi: se si è mangiato un frutto, uno yogurt o un altro minipasto quando se ne sentiva il desiderio, non si arriva all’ora di cena con una fame tale da divorare, indiscriminatamente, qualsiasi cosa, e con tale rapidità da superare facilmente la soglia della sazietà. Questa sensazione, tanto piacevole, infatti, richiede un poco di tempo per instaurarsi, e solo una lenta e accurata masticazione e insalivazione permette allo stomaco di dare tempestivamente il segnale del “sono pieno”.
6-    Le grandi pulizie. Ci concediamo un giorno o due per settimana per il riposo dal lavoro. Sottoponiamo casa, automobile e abbigliamento a periodiche puliture. L’apparato digerente invece è sottoposto a un ritmo incessante, e spesso agli straordinari. Perché non mettere in programma un giorno di depurazione, per esempio una volta alla settimana? Sono in molti ormai a praticare periodiche giornate di riposo alimentare, con un digiuno totale o parziale. Comunque, anche un’alimentazione particolarmente leggera e detossicante può portare a notevoli benefici. Ad ogni cambio di stagione poi, queste giornate disintossicanti possono essere estese a un periodo più lungo, compatibilmente con gli impegni professionali e sociali.

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