Si potrà vietare la coltivazione di Ogm per motivi ambientali


Lo ha deciso la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato un nuovo sistema per l’autorizzazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm) nell’Unione europea. Ora il testo dovrà essere approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria

 

L’Unione Europea ha approvato nuovi criteri che consentano ai 28 Stati membri di limitare o bandire sul proprio territorio la coltivazione di Organismi geneticamente modificati. Ne dà notizia Valori. La Commissione ambiente dell'Europarlamento ha infatti aggiornato le motivazioni per le quali un governo nazionale possa attuare in autonomia queste restrizioni anche rispetto all’impiego di Ogm già autorizzati a livello comunitario: la Commissione ha infatti aggiunto all'elenco delle motivazioni già previste (quelle socioeconomiche, di uso dei terreni e pianificazione urbana) il criterio "ambientale". Il nuovo testo è stato accolto con 53 voti a favore, 11 contrari e due astensioni. Parlamento, Commissione e governi dovranno ora iniziare i negoziati, al fine di finalizzare la nuova legge nelle prossime settimane.
Il commento di Vincenzo Vizioli, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (AIAB), è ovviamente molto positivo: «Siamo molto soddisfatti di questo voto che aspettavamo da tempo. Sono state ascoltate le richieste provenienti da tutto il mondo del biologico di rafforzamento del sistema di valutazione del rischio OGM a lungo termine. Soprattutto è stata resa effettiva la richiesta di lasciare la libertà agli Stati membri di vietare la coltivazione transgenica sul proprio territorio per ragioni ambientali che si uniscono a quelle socio-economiche».
Dello stesso tenore il parere di Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia: «I parlamentari hanno radicalmente migliorato il testo adottato dal Consiglio che era stato fortemente influenzato dalla linea pro Ogm del governo britannico. Il voto di oggi fornisce agli Stati membri basi legali solide per bandire la coltivazione di Ogm dai propri territori, rendendo difficile per l’industria biotech contrastare i bandi nazionali nei tribunali. Ora il ruolo della presidenza italiana sarà decisivo per fare in modo che la proposta non venga annacquata e il testo non si trasformi in un cavallo di Troia durante le negoziazioni in sede di trilogo tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento Ue».

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