Sette richieste per rendere più sostenibile la Politica agricola comune


Una lettera al Ministro dell’Agricoltura, alle Commissioni parlamentari e alle Regioni per proporre una Pac che abbia come pilastri l’agricoltura biologica e le produzioni locali, firmata da quattordici associazioni

Le associazioni del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica scrivono al Ministro dell’agricoltura, alle Commissioni Parlamentari e alle Regioni in vista degli incontri europei del 24 e 25 Giugno che decideranno  la riforma della PAC 2014 – 2020. Non vogliono perdere l’occasione di un vero cambiamento di politiche verso una nuova agricoltura in grado di riconciliare economia ed ecologia e per questo il tavolo delle quattordici Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Upbio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Slow Food, Touring Club Italiano, Pro Natura, Società Italiana   Ecologia del Paesaggio, WWF) nella lettera http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1906:politica-agricola-comunitaria&catid=3:homepage-categoria
hanno chiesto un incontro e lanciato un appello con sette richieste ai Ministri del Governo Letta e alle   Commissioni Parlamentari per porre all’attenzione alcune questioni  strategiche. Le quattordici Associazioni ricordano che i cittadini europei si aspettano una vera riforma della Politica Agricola Comune per assicurare che con i fondi pubblici siano premiate le aziende agricole più virtuose che garantiscono maggiori benefici per la società, cibo sano, tutela   dell’ambiente e maggiore capacità di creare lavoro per i giovani. Sette i punti posti all’attenzione dal cartello delle quattordici associazioni: 1. Assicurare l’adozione di un greening efficace respingendo il concetto poco chiaro di ‘equivalenza’ alle pratiche del greening e il doppio pagamento agli agricoltori per le stesse attività.  2. Sostenere maggiormente l’agricoltura biologica e i sistemi agricoli di Alto Valore Naturale. 3. Assicurare l’inserimento della Direttiva pesticidi nella condizionalità e includere la Direttiva Quadro sulle acque.  4. Assicurare una reale protezione ai pascoli importanti per la biodiversità, le zone umide e i suoli ricchi di carbonio. 5. Aumentare la dotazione finanziaria per lo sviluppo rurale vero strumento strategico per le imprese agricole e per il territorio.  6. Reintrodurre l’obbligo di spesa minima per le misure agro-climatico-ambientali del 25% delle risorse assegnate allo Sviluppo Rurale 7. Mantenere il 100% di co-finanziamento europeo per i fondi trasferiti dal primo pilastro allo sviluppo rurale, come già concordato dai Capi di Stato e di Governo.

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