Senza soglia pesticidi, bio rischia un clamoroso autogol


A dirlo è l'europarlamentare dei 5 Stelle Marco Zullo. Che aggiunge: ai prodotti bio, anche se inquinati accidentalmente, va tolta la certificazione se la presenza di residui supera una soglia da definire. In Italia c'è già questa norma che è stata proposta anche nella bozza di revisione del Regolamento europeo

"Se il nuovo regolamento sul Biologico non introduce una soglia di pesticidi e altre sostanze non autorizzate, sopra la quale il prodotto perde la certificazione biologica, il settore rischia un clamoroso autogol. I consumatori comprano prodotti Bio proprio perché hanno la certezza che non siano contaminati da pesticidi. Se questa certezza venisse meno, orienterebbero altrove le proprie scelte di acquisto". La discussione sul nuovo regolamento sul Biologico in Parlamento Europeo - si legge in un articolo di AgenParl - entra nella fase calda e Marco Zullo, europarlamentare del Movimento 5 Stelle in commissione Agricoltura, lancia l'allarme dal convegno "Agricoltura Biologica: le nuove sfide per un mercato che cresce", organizzato da Confagricoltura a Roma: "Non vorremmo che si andasse verso un Biologico senza soglie, come viene paventato oggi a Bruxelles". Queste soglie esistono già oggi in Italia e in altri Paesi dell'Unione, per cui, quando un prodotto viene contaminato in misura rilevante da coltivazioni vicine, perde la certificazione biologica. In Germania o nei Paesi Scandinavi, invece, le soglie non esistono e la certificazione Bio viene ritirata solo quando i prodotti subiscono contaminazioni evitabili o deliberate. "In Parlamento e all'interno del Consiglio - spiega Zullo - i rappresentanti dei Paesi del Nord si stanno opponendo alle soglie e si paventa la possibilità di decertificare un prodotto biologico solo se viene dimostrata la malafede del produttore nella avvenuta contaminazione. Ma questo sarebbe un grave errore, perché il consumatore che compra biologico lo fa nella convinzione che i possibili residui di pesticidi siano statisticamente irrilevanti. Se chi acquista si trova in tavola un prodotto contaminato da pesticidi, non si sente certo ripagato dal fatto che l'agricoltore abbia venduto quel prodotto in buona fede". "Ecco perché, senza soglie, nel giro di qualche anno, un settore che cresce del 10% l'anno, rischierebbe il flop e gli agricoltori che il nord Europa dice di tutelare sarebbero i primi a perderci - sottolinea Zullo - Se un produttore utilizza tecniche autorizzate ma al termine del processo scopre che il proprio prodotto è stato contaminato da coltivazioni vicine, questo prodotto non dovrebbe essere immesso sul mercato, così da tutelare il consumatore; ma anche l'agricoltore dovrebbe essere tutelato e credo fermamente che debba ricevere una compensazione economica tale da garantire che non subisca danni economici rilevanti". "Chi vuole produrre biologico non deve essere gravato di oneri - conclude l'eurodeputato 5 Stelle - ma ha una responsabiltà, quella di vendere prodotti di qualità, non contaminati da organismi transgenici e deve rifornirsi da fornitori sicuri".

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