Rinviata in Italia l’entrata in vigore del Regolamento europeo sul vino biologico?


Il primo agosto entrerà in vigore il Regolamento europeo sul vino biologico che è stato emanato l’8 marzo scorso

Dopo 30 anni d’attesa finalmente si potrà scrivere in etichetta “Vino biologico” e non solo “Da uve biologiche” con grande soddisfazione sia dei consumatori sia dei produttori.
Ma c’è il grave rischio che questa soddisfazione, almeno per l’Italia, sia di nuovo rinviata. Nei giorni scorsi, infatti, tutti gli organismi di controllo hanno ricevuto una circolare del Ministero delle politiche agricole nella quale si legge che gli organismi accreditati non potranno svolgere questa funzione di controllo e certificazione “in automatico”, come sembrava essere ovvio, ma solo dopo la presentazione di una specifica documentazione e la sua approvazione da parte del Ministero. Se questa strada dovesse essere confermata ne conseguirebbero grossi ritardi con il rischio che i vini della prossima vendemmia non possano godere del nuovo regolamento e sia preclusa la possibilità di denominarli “Vini bio”.

Pronta la replica di Federbio, inviata oltre che al Ministero a tutti organismi di controllo, che contesta la fondatezza di questa scelta sulla base della lunga esperienza di controllo e certificazione di uve e vini biologici anche in assenza di una normativa Europea. “Non risulta alla Federazione – scrive tra l’altro Federbio – che disposizioni analoghe siano state adottate dagli altri stati membri, dunque si configura un aggravio di costi e un ritardo nell’operatività del sistema che potrebbe danneggiare la competitività delle aziende italiane, in un comparto strategico e in un momento di nota difficoltà per il Paese”.
Sono in atto una serie di iniziative a livello nazionale e regionale per cercare di risolvere questa situazione.

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