Raggiunto l’accordo ai vertici dell’Unione europea


La sintesi dell’intesa e i primi commenti. Quattordici associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica chiedono un incontro al Ministro dell’agricoltura e alle Commissioni parlamentari

Commissione, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto nei giorni scorsi un accordo sulla PAC (Politica Agricola Comune). La sintesi dei contenuti dell’accordo si possono leggere sulla news letter Agricoltura Italiana on Line.
Diverse le reazioni alla conclusione della trattativa. Secondo l’italiano Paolo de Castro presidente della commissione agricoltura del Parlamento “Non è la PAC che avevamo sognato, - ha detto Paolo de Castro.
Presidente della commissione agricoltura del Parlamento, intervenendo a Macfrut, la rassegna internazionale sull’ortofrutta - ma è certamente diversa, e in meglio, dalla proposta iniziale del Commissario europeo. Rafforza la parte di sostenibilità ambientale, ma trascura un po’ il sistema economico e sociale, incluso il sostegno alle imprese”. Le nuove politiche comunitarie per l’agricoltura seguono due direttrici importanti, secondo De Castro: “Equità e garanzia. Nel primo caso è stato stabilito che nessun agricoltore debba percepire meno del 60% della media nazionale. Oggi, al contrario, molti prendono di più, in virtù del premio storico per ettaro, e altri molto meno. Secondo paletto è quello della garanzia, ossia un tetto al taglio per non mettere in difficoltà l’agricoltore, che non dovrà perdere più del 30%”.“
Invece secondo Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente AIAB e Portavoce del tavolo delle 14 Associazioni ambientaliste e dell’Agricoltura biologica “quest’ultimo accordo ha ulteriormente peggiorato la riforma 2014-2020”. “Non vogliamo comunque arrenderci- ha concluso Mammuccini. - Adesso ci sono alcune scelte importanti che spettano all’Italia e che possono migliorare l’applicazione a livello nazionale della PAC e sulle quali il tavolo delle 14 associazioni intende portare il proprio contributo. Per questo a fine luglio abbiamo inviato una lettera al Ministro e alle Commissioni Parlamentari chiedendo un’incontro e per il quale restiamo ancora fiduciosi in attesa di una risposta”.

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