Quella pelle a buccia d’arancia


Cause e origine della cellulite, un inestetismo che ha tutti i connotati di una vera e propria malattia

Colpisce la maggior parte della popolazione femminile e non bada all’età: stiamo parlando del “flagello” intergenerazionale che, almeno una volta nella vita, diventa argomento di conversazione fra madri e figlie, amiche e colleghe. Peccato non essere nate ai tempi di Renoir, quando uno strato adiposo e un’estesa buccia d’arancia venivano addirittura impresse nelle tele dell’artista. Gli anni in cui viviamo impongono altri canoni a cui poche donne sanno opporsi. Ma che cos’è, esattamente, la cellulite?
Diciamo innanzitutto che la cellulite sta al grasso come la cirrosi epatica sta al fegato. Cioè: si parla di cellulite quando il grasso sottocutaneo, e anche il derma, si modificano assumendo caratteristiche fibrotiche. La cellulite è infatti detta “pannicolopatia edematofibrosclerotica”, cioè fibrosi del grasso. In altre parole abbiamo a che fare con un’alterazione non infiammatoria delle cellule situate sotto la cute, accompagnata da squilibri circolatori con ritenzione di liquidi e da alterazioni del tessuto adiposo e connettivo. Ma i motivi per cui lo strato adiposo si modifica assumendo caratteristiche fibrose sono più d’uno. Principalmente si tratta di disturbi microcircolatori che impediscono il corretto nutrimento del tessuto che, a poco a poco, diventa fibrotico. È quindi importante fare molta attenzione alla circolazione e non soltanto agli aspetti più evidenti. I mal funzionamenti possono esserci anche a livello capillare e infatti nel caso della cellulite si parla anche di microcircolazione dermica, cioè a livello della cute. Fra le altre cause della cellulite viene citata la ritenzione idrica: in questo caso potrebbero essere chiamate in causa le ghiandole surrenali, colpevoli di non fornire un adeguato apporto di un ormone, il cortisolo. Questo tipo di cellulite è quella che colpisce generalmente le persone magre, a torto ritenute immuni. La cellulite risparmia però il sesso maschile e ciò è dovuto a elementari ragioni scheletrico costituzionali. Nella donna l’attacco del femore al bacino crea un angolo acuto (nell’uomo invece ottuso): questa angolazione fornisce la formazione dell’adipe, cioè del grasso, nella zona intorno al bacino. Dalla maggiore presenza di grasso alla comparsa della cellulite, il passo è breve: il grasso in eccesso rende più difficile la circolazione e, di conseguenza, i tessuti iniziano a soffrire di malnutrizione. Un’altra delle caratteristiche tipiche della cellulite è il periodo d’insorgenza: le tre età critiche sono la pubertà, la gravidanza e la menopausa. In queste tre fasi della vita della donna, oltre agli scompensi ormonali, si assiste a un naturale rallentamento della circolazione; è lo stesso apparato genitale interno della donna che crea rallentamenti circolatori, favorendo così l’insorgere della cellulite. Da un punto di vista ormonale, invece, lo squilibrio legato a particolari fasi della vita fa sì che le arterie e i capillari che portano nutrimento alle cellule del tessuto adiposo, lavorino con più difficoltà: le loro pareti divengono più permeabili e il plasma si infiltra fra i lobuli delle cellule del grasso, allontanandole le une dalle altre.

Primo “non ingrassare”

Anche se l’obesità da sola non rappresenta una causa della cellulite, è indubbiamente un fattore scatenante soprattutto se accompagnata da insufficienza venosa cronica, varici e vita sedentaria: è importante non eccedere con le calorie adottando una dieta normo-calorica, ma soprattutto equilibrata. Cosa s’intende? Carboidrati integrali, verdura e frutta in abbondanza, pochi grassi saturi, proteine con amminoacidi essenziali, di cui sono ricchi i legumi e le carni bianche.

Verdure anticellulite

I micronutrienti, in particolare le vitamine ad azione antiossidante A, C ed E, ci vengono soprattutto dalla frutta e dalle verdure, vere e proprie medicine per la cura e la prevenzione della cellulite.
•    La cipolla combatte la ritenzione di liquidi e favorisce l’eliminazione delle tossine: può essere consumata sia cotta sia cruda. È ricca anche di iodio, minerale indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei.
•    Anche il porro ha effetto diuretico: è ricco di sapore gradevole anche crudo, contiene potassio, calcio, fosforo e vitamina C.
•    Il carciofo invece contiene un principio anticolesterolo ed epatoprotettore oltre a ormoni vegetali in grado di contrastare gli effetti degli estrogeni in eccesso.
•    Il sedano intero o centrifugato, è ottimo anche come aperitivo grazie a una sostanza aromatica stimolante, la sedanina. Le foglie non andrebbero buttate, perché ricche di vitamine “anticellulite”: A, E insieme a calcio, fosforo, ferro e potassio.

Meno sodio, più potassio

Sodio e potassio insieme al cloro regolano la ripartizione idrica nell’organismo: in particolare il sodio trattiene acqua e quindi, se è in quantità eccessiva rispetto al potassio, può portare a disturbi circolatori, gambe gonfie, edema, il primo passo verso la cellulite. Buona norma è evitare di aggiungere sale in eccesso agli alimenti, preferire sale iodato per garantire un buon funzionamento della tiroide, non consumare cibi insaccati o conservati e aumentare l’apporto di potassio con cibi freschi. L’abitudine a mangiare meno salato viene col tempo, educando lentamente le nostre papille ad apprezzare nuovamente il vero sapore degli alimenti. Diminuire molto gradualmente il sale funziona quindi meglio di una drastica ebollizione che non saremmo capaci di mantenere.

Cibi o abitudini no

•    Fumo e uso eccessivo di caffè e tè. Nicotina, caffeina e altri alcaloidi restringono i vasi sanguigni, contribuendo ai disturbi micro circolatori.
•    Alcol, soprattutto nei superalcolici, perché contribuisce all’obesità. Il vino invece contiene sostanze antiossidanti, va bene purché in dosi moderate (1-2 bicchieri max al giorno ai pasti).
•    Troppi grassi saturi. Attenzione alle etichette: evitare anche le margarine e i grassi idrogenati, vegetali, ma resi chimicamente saturi.
•    Cibi ricchi di sodio. Salumi, formaggi e troppo sale aggiunto agli alimenti.
•    Troppi zuccheri raffinati.
•    Insaccati, cibi fritti, intingoli che comportano una digestione difficoltosa.
•    Stress: mangiare in fretta, fast food, cibi “spazzatura” (snack, patatine…).

Cibi e abitudini sì

•    Frutta e verdura fresca ai pasti o come fuori pasto. Da preferire: zucca, peperoni, cavolo, sedano, prezzemolo, spinaci, lattuga, melone, albicocche, fragole.
•    Tanta acqua almeno due litri al giorno, meglio se oligominerale. Aumenta la diuresi e favorisce l’eliminazione dei sali in eccesso. Minestre, zuppe, secchi e centrifugati di frutta e verdura. Ottimo il siero di latte che aiuta il lavoro dei reni.
•    Proteine ricche di amminoacidi essenziali, provenienti anche da legumi, in particolare soia.
•    Cibi ricchi di potassio. Meglio evitare integratori e mangiare molti vegetali freschi o secchi.
•    Cereali integrali ricchi di fibre e carboidrati complessi.
•    In cucina: preferire le cotture con pochi grassi. Insaporire i cibi con le erbe aromatiche piuttosto che con il sale.
•    A tavola: gustare il cibo masticando lentamente.

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