Quali alimenti contro le infiammazioni


Questo periodo dell’anno è caratterizzato da un clima che può aggravare i dolori reumatici. Prima di ricorrere ai tradizionali farmaci, provate a seguire un menù senza ingredienti animali e ricco di frutta e verdura. Anche una buona acqua naturale, infusi e olio di semi di lino, aiutano ad attenuare l’infiammazione

Rigidità, rigonfiamenti, dolori talvolta tanto acuti da impedire il movimento: sono i cosiddetti “reumatismi”, un termine generico che in realtà riguarda diverse patologie unite da un processo doloroso accompagnato, spesso, da una difficoltà di movimento. In Italia ne soffrono oltre dieci   milioni di persone, di cui il 75% sono ultrasettantenni. Tuttavia occorre subito smentire un luogo comune. Le malattie reumatiche non sono appannaggio esclusivo della terza età ma possono colpire anche i giovani e persino i bambini. Le cause scatenanti sono molteplici e in parte ancora poco conosciute. Traumi, variazioni climatiche, stress, infezioni, sovrappeso, alterazioni metaboliche e abusi alimentari, così come mancanza di movimento e posture errate, possono rappresentare fattori di rischio aumentati anche da una predisposizione genetica. La terapia, oggi più efficace di una volta, varia secondo il tipo di reumatismo ed è spesso basata sul supporto di antinfiammatori e antidolorifici.

La dieta che fa bene alle ossa

Gli studi degli ultimi anni confermano che anche la dieta aiuta a combattere e prevenire i dolori. Per prima cosa, raccomandano gli esperti, occorre controllare il peso corporeo perché i chili di troppo, oltre a gravare di un inutile fardello le articolazioni, possono alterare le risposte immunitarie favorendo i processi infiammatori.
È utile anche aumentare notevolmente il consumo di ortaggi e frutta che aiutano a tenere a bada l’appetito fornendo, allo stesso tempo, sostanze antiossidanti e antinfiammatorie. Non solo: frutta e verdura sono indispensabili per mantenere il giusto grado d’alcalinità nel sangue prevenendone l’acidificazione, che è uno dei fattori scatenanti dei sintomi reumatici. Da ridurre molto drasticamente, fino all’eliminazione totale, consigliata nei casi più acuti, sono gli ingredienti di origine animale, compresi latte e latticini, che favoriscono, al contrario degli ortaggi, l’acidificazione del sangue e affaticano i reni, interferendo con l’eliminazione di acido urico che tende ad accumularsi nelle articolazioni.
Notevole importanza ha inoltre la qualità dei grassi. Se, infatti, quelli di carne, uova, burro, strutto e formaggi grassi ricchi di acido arachidonico (omega 6), favoriscono i processi infiammatori delle articolazioni, un’azione opposta hanno gli acidi grassi eicosapentenoico (Epa) e decosaesaenoico (Dha), entrambi omega 3, capaci di ridurre la formazione di sostanze infiammatorie indesiderabili. Questi ultimi si trovano in particolare nel pesce azzurro. Semi e olio di lino spremuto a freddo contengono acido alfa linoleico, un altro acido grasso della serie omega 3. Per favorire la massima sintesi di queste sostanze antinfiammatorie è preferibile evitare il consumo di grassi idrogenati (presenti soprattutto nei cibi industriali) e limitare gli oli di semi molto ricchi di grassi insaturi, come quello di soia e di girasole, a favore di condimenti ricchi di acidi grassi monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva.

Sì ai cibi vegetariani e senza glutine

Nel caso dell’artrite reumatoide, processo infiammatorio legato, pare, a problemi immunitari e considerato fattore di rischio per l’infarto, i ricercatori del Karolinska University Hospital di Stoccolma suggeriscono una dieta vegana senza glutine che, non solo favorisce la riduzione del peso e dei livelli di colesterolo nel sangue, ma aumenta anche gli anticorpi naturali contro i composti dannosi che provocano questa malattia, in particolare la fosforil-colina, sostanza al centro di numerose ricerche orientate alla prevenzione delle patologie cardiocircolatorie.
E se i dolori sono acuti? Prima di imbottirsi di antinfiammatori gli esperti raccomandano qualche giorno di dieta esclusivamente con frutta e verdura cotte, per depurare l’organismo, migliorare la permeabilità dell’epitelio intestinale e abbattere così la produzione di sostanze che favoriscono le infiammazioni. Una volta superato il momento critico è di estrema importanza praticare con regolarità e moderazione attività fisica, un vero lubrificante che rende più flessibili le articolazioni e migliora la salute di tutto l’organismo.

I cibi giusti

Di seguito trovate un elenco di alimenti suddivisi in base ai loro effetti sui dolori articolari e quindi alla frequenza di consumo consigliata.

Senza limitazioni
Acqua
Diluisce la concentrazione di acido urico, favorisce l’eliminazione delle tossine e quindi sostiene il lavoro dei reni. Inoltre, ha un effetto alcalinizzante. Scegliete acqua con un pH inferiore a 6,5 e un residuo fisso, cioè il quantitativo di sali presenti, sotto i 40 mg, senza bollicine (l’anidride carbonica è acidificante!). Spesso quella dell’acquedotto corrisponde a questi requisiti.
Ortaggi e frutta
Delle 5 porzioni al giorno raccomandate, preferite, secondo la stagione: cipolle, carciofi, carote, finocchi, catalogna, sedano, cavolo verza, fagiolini, lattuga, cicoria, mele, pere, uva, fragole, amarene, ribes, mirtilli, ananas, limone.
Erbe aromatiche
Consigliata salvia, rosmarino, santoreggia, ginepro, timo, a cui potete aggiungere zenzero crudo grattugiato e aglio.

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