Quale modello di produzione del cibo per nutrire il pianeta?


“Quello industriale basato su ogm e brevetti oppure quello che promuove la sovranità alimentare basata  sui sistemi ecologici, locali e territoriali?” Le critiche di Vandana Shiva all'impostazione dell'Expo e la replica del ministro Maurizio Martina

“Sono stata nominata fra gli ambasciatori dell'Expo e ringrazio per l'onore che mi è stato fatto.  Purtroppo però non vedo nei programmi o nei calendari delle iniziative specifici richiami a temi fondamentali: la giustizia e la sovranità alimentare, l'agricoltura familiare, la biodiversità, il dramma dell'erosione genetica e le possibili soluzioni”. A dirlo in un intervento sull'HuffingtonPost è Vandana Shiva. Che prosegue: “Questa mancanza di chiarezza nel promuovere temi così essenziali sta producendo un vuoto che gli interessi commerciali e finanziari dell'industria biotecnologica rischiano di riempire con una campagna di spot pubblicitari: l'Expo rischia di trasformarsi in una fiera della colonizzazione finanziaria e industriale dei campi piuttosto che un'occasione di risposta alle vere cause della fame.
Uno dei principali obiettivi dell'Expo deve essere proprio il rafforzamento della biosicurezza e dei modelli agroecologici. Per queste ragioni, come ambasciatrice dell'Expo - aderendo anche all'appello di Carlo Petrini, don Luigi Ciotti e Ermanno Olmi, anche lui ambasciatore dell'Expo - chiedo che sia fatta subito chiarezza sulla promozione dei principi a cui, assieme a tanti altri, sto lavorando da più di trent'anni e che ciò risulti evidente a tutti nell'agenda della manifestazione”.
“La mia proposta – conclude Vandana Shiva - è semplice: affrontiamo a un tavolo il modello di produzione alimentare da mettere in agenda. Facciamo entrare le idee dentro Expo e teniamo fuori la cultura del profitto che danneggia le persone e il pianeta. Affrontiamo la questione chiave: il modello di produzione del cibo che viene proposto per il futuro è quello industriale basato su ogm e brevetti che finiscono per controllare la filiera alimentare da parte delle multinazionali oppure è quello che promuove la sovranità alimentare basata sulla biodiversità e sui sistemi ecologici, locali e territoriali?
 “Vandana Shiva su Expo sbaglia”. Il ministro dell'agricoltura Maurizio Martina esordisce così nella sua risposta sempre sull’HuffingtonPost. “L'Expo non ha padroni e preconcetti - continua il ministro - è una piattaforma di dialogo aperta dove si potranno mettere a confronto soluzioni, idee, proposte, che serviranno da base per le prossime scelte politiche indispensabili per garantire davvero la sicurezza alimentare. L'esposizione sarà l'occasione per un dibattito internazionale su tecnologie, innovazioni, strumenti che possano rispondere al meglio al tema alimentare globale garantendo sempre di più la sostenibilità dei modelli di sviluppo. Parlo della necessità di contrastare la povertà alimentare con un piano di azioni concrete, di ridurre gli sprechi alimentari con obiettivi precisi nei prossimi 10 anni, di promuovere modelli agricoli sostenibili sotto il profilo economico, ambientale e sociale, che tutelino risorse indispensabili come terra e acqua.
La nostra ambizione è proprio quella di connettere il dibattito che si animerà a Milano in quei mesi alla discussione sui prossimi obiettivi del Millennio che le Nazioni Unite affronteranno proprio alla fine del 2015, segnando così una precisa responsabilità dell'Italia e di Expo 2015. Vogliamo contribuire così ad aprire la strada per una vera global food security, che espliciteremo nella Carta di Milano che verrà presentata alla fine del semestre di Expo. In questo scenario, l'Esposizione universale deve essere per il Paese l'occasione per costruire una grande mobilitazione positiva, utile a riconoscere le tante risorse grazie alle quali possiamo rilanciare nel tempo della grande metamorfosi globale”.
Si continua a porre il tema dell'anima di Expo. È bene confrontarci anche su questo. Io credo che si capirà sempre di più che l'evento non è una fiera ma una grande occasione di riflessione globale. E già sono operativi strumenti per arrivare a questo risultato. Qualche esempio? Il programma Women for Expo che valorizza il rapporto tra nutrimento e universo femminile, il Progetto Feeding Knowledge che attraverso una Call internazionale ha già raccolto oltre 700 progetti da tutto il mondo da cui verranno selezionate le migliori best practices che animeranno il Padiglione Zero. E poi il progetto Scuole e il Laboratorio Expo per la formazione internazionale su questi temi. Così come il Patto internazionale dei Sindaci promosso dall'amministrazione comunale di Milano e il Forum agricolo globale previsto per giugno 2015. Passo dopo passo si animeranno iniziative centrali che entreranno nel merito delle grandi sfide poste da Expo. L'anima c'è. Se tutti daremo una mano, già a partire dalla prossime settimane, si renderà sempre più evidente che, proprio così, potremo offrire una occasione unica al mondo”.

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