Perché nel bio la carne è quella giusta


In questi giorni si accavallano notizie riguardo carne di cavallo, forse anche contenente farmaci, non dichiarata in etichetta e scoperta in percentuali diverse in preparati di carne utilizzati in numerosi prodotti industriali. Ma nel bio, una cosa del genere sarebbe potuta succedere?

In questi giorni si accavallano notizie riguardo carne di cavallo, forse anche contenente farmaci, non dichiarata in etichetta e scoperta in percentuali diverse in preparati di carne utilizzati in numerosi prodotti industriali. Ma nel bio, una cosa del genere sarebbe potuta succedere? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Piva, amministratore delegato dell’organismo di controllo CCPB.

CN
Nel biologico, possono esistere produttori o prodotti “fantasma”?
FP No. Ogni operatore deve essere certificato ed ogni lotto di prodotto bio deve essere chiaramente identificato.

CN C’è un controllo anche della “ricetta” dell’alimento?
FP
L'operatore che prepara il macinato di carne o il ripieno della pasta è posto sotto controllo e certificazione e deve inviare all'Organismo di Certificazione una ricetta da cui è desumibile la composizione e la provenienza delle singole materie prime.

CN Ma i controlli sono sistematici o occasionali?
FP Ricetta e registrazioni in entrata ed in uscita delle materie prime sono puntualmente verificate da un ispettore direttamente presso l'azienda di preparazione alimentare. Nel caso del biologico questo comporta che vi sia un controllo effettivo di ogni singola transazione commerciale e di ogni preparazione.

CN Insomma, chi mangia bio può stare più tranquillo…
FP Sarebbe molto difficile non essersi accorti prima che in quel ripieno vi sarebbe andato a finire un 2% di carne di cavallo senza che questa fosse stata preventivamente registrata.

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