Ortofrutta bio sfusa nei supermercati per sviluppare le vendite


Il tema affrontato in una discussione sulla diffusione del biologico da dirigenti della grande distribuzione italiana. Annunciati progetti concreti per portare i prodotti sfusi nei loro punti vendita

"Per innalzare l'incidenza dei prodotti biologici nel reparto ortofrutta, non vedo altro modo se non quello di implementare il prodotto sfuso". Antonio Boiardi (responsabile freschi Dimar-Selex) ha lanciato il tema durante Think Fresh, l'evento organizzato da Agroter a Firenze il 9 giugno scorso. Secondo il manager della Gdo - si legge in un articolo su Italia Fruit - è questa la leva con cui espandere ulteriormente i consumi. Una leva non banale, considerando gli scogli da superare nella gestione a negozio del prodotto biologico sfuso.
Il tema, durante i lavori del laboratorio tematico dedicato al bio moderato da Michele Dall'Olio (Head of Marketing Research di Agroter), è stato raccolto e sposato da Maurizio Brasina, responsabile qualità ortofrutta di Coop Italia. "Il biologico sfuso è assolutamente fondamentale - ha ribadito il manager - abbiamo un grande progetto per sviluppare le vendite bio a livello nazionale e l'inserimento di frutta e verdure bio sfuse è uno dei punti per incrementare le percentuali di incidenza del bio nel reparto ortofrutta e poter così raggiungere i valori che si registrano in Nord Europa. Per noi - ha concluso - è uno dei punti strategici".
La presenza dei prodotti ortofrutticoli biologici sfusi, poi, si riallaccia agli spazi dedicati al bio nel reparto ortofrutta. "Le referenze bio sono ancora molto poche e per incrementarle serve aumentare la domanda - ha aggiunto Boiardi - il bio nei punti vendita emerge poco, c'è un tema di comunicazione: ciò che è bio va raccontato e fatto percepire al consumatore".
Nella monografia "Think Fresh - I consumi in testa" al biologico è dedicato un intero capitolo. Tra i dati presentati, le rilevazioni del Monitor Ortofrutta di Agroter mostrano la penetrazione del biologico in crescita costante dal 2006 al 2010 (acquisti di ortofrutta bio negli ultimi sei mesi) poi, nel 2011, il crollo concomitante con l'inasprirsi della crisi economica. La battuta d'arresto è stata però superata e a partire dal 2012; la penetrazione del bio ha ripreso a salire fino a toccare, lo scorso anno, il 50%.

 

 

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