Ora anche nel Lazio una legge riconosce i Biodistretti


Si tratta di aree di territorio in cui agricoltori, associazioni, operatori turistici e enti locali si mettono insieme per creare un modello di produzione biologica

I bio-distretti sono una realtà anche nel Lazio. “Grazie ad un emendamento approvato nel Collegato che modifica la legge regionale n. 21 del 1998, siamo riusciti a riconoscere per legge questo importante strumento che con all’agricoltura biologica sostiene lo sviluppo dei territori”. Così - riferisce Perte On line  - Daniela Bianchi, consigliera regionale del Lazio del gruppo “Insieme” e proponente dell’emendamento sui bio-distretti. I bio-distretti sono delle aree in cui agricoltori, associazioni, operatori turistici e enti locali si mettono insieme per creare un modello di produzione biologica. Una rete che permette di promuovere e difendere un territorio, creando un’economia legata all’agricoltura di qualità, al turismo e alla cultura locale.

“Grazie alla modifica di legge, si potranno istituire bio-distretti su tutto il territorio regionale con vantaggi per imprese e cittadini – spiega Bianchi, –  Gli agricoltori bio che  aderiranno ad un distretto potranno promuovere e vendere meglio e di più i loro prodotti nei mercati locali, nelle scuole, negli agriturismi e nelle fattorie didattiche. Inoltre, si potrà creare una vera filiera del biologico, come ad esempio trasformare il latte bio in formaggi. Le aziende che faranno parte di un biodistretto avranno la priorità nell’accesso ai fondi stanziati ai bandi PSR e nelle altre misure regionali. Anche i cittadini potranno avere beneficio dalla nascita dei biodistretti, con un’ambiente più sano, la possibilità di consumare prodotti locali, certificati e sani, e un’economia più forte. Infatti i biodistretti rafforzano anche altri settori economici, a partire da quello turistico e artigianale contribuendo a quello che io definisco l’economia della bellezza”.

Per istituire un bio-distretto, l’emendamento prevede che siano gli stessi territori, attraverso la costituzione di un Comitato, a fare richiesta alla Regione che ne valuterà le caratteristiche per essere riconosciuto come bio-distretto.

 

 

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