Negativi i primi commenti dal mondo del biologico


FederBio: qualche segnale positivo per il biologico ma tanti passi indietro sull’ambiente. AIAB: Giudizio negativo, peggioramento della proposta Ciolos

Il 24 gennaio scorso, la Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha approvato la riforma della Politica agricola comunitaria. Ecco i primi commenti “a caldo” dal mondo del biologico.

“In un momento di forte difficoltà per il futuro dell’economia agricola europea – ha detto Paolo Carnemolla, presidente di Federbio – questo voto rappresenta nel suo complesso una risposta certamente più dal versante degli interessi delle lobby agricole convenzionali, per quanto alcuni miglioramenti ci siano anche per il settore biologico, come un rafforzamento della flessibilità fra pilastri a favore dello sviluppo rurale e un aumento al 30% del budget per le misure agro ambientali. E’ tuttavia con viva preoccupazione che accogliamo l’equivalenza di trattamento nel “greening” sul primo pilastro fra agricoltura biologica certificata e altri sistemi produttivi “sostenibili” che non hanno alcun riferimento normativo europeo e nessun sistema di certificazione obbligatorio. Dai prossimi giorni lavoreremo nell’ambito del tavolo unitario con le altre organizzazioni del biologico e ambientaliste perché nell’ambito della votazione in plenaria al Parlamento europeo si possa migliorare il testo che dovrà poi essere discusso nel negoziato con il Consiglio e la Commissione europei che si concluderà probabilmente entro la prossima estate.”

“La proposta sulla PAC – ha commentato invece il presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis - è estremamente complessa, per formulare un giudizio esaustivo sicuramente bisognerà entrare meglio nel merito di quanto è stato votato nei singoli emendamenti, ma da un primo approccio possiamo confermare un giudizio negativo sulle modifiche apportate alla proposta Ciolos. Posso però dire fin d’ora che tra gli aspetti che hanno subito un chiaro peggioramento c’è il greening sul Primo pilastro. Con le modifiche, di fatto si prevede l’equivalenza della certificazione bio e altre pratiche agro ambientali sulla quale non siamo assolutamente d’accordo. Anche nel caso dello sviluppo rurale i principali problemi, relativi alle misure assicurative di gestione del rischio e degli investimenti nell’Organizzazione Comune di Mercato, non sono stati eliminati, mantenendo intatto il pericolo maggiore, ovvero quello di drenaggio di risorse del Secondo Pilastro, con la conseguente riduzione di fondi per lo sviluppo di progetti innovativi sul territorio e di beni pubblici per la collettività. Unica piccola nota positiva è l’aumento del 5% del cofinanziamento delle misure agro ambientali:  ben poca cosa rispetto agli elementi peggiorativi generali che ci riserviamo, tuttavia, di analizzare in maniera più approfondita”.

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